a
domenica 26 mag 2019
HomeFoodColdiretti: + 10% l’export dell’agroalimentare tricolore

Coldiretti: + 10% l’export dell’agroalimentare tricolore

Coldiretti: + 10% l’export dell’agroalimentare tricolore

Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano l’Ue, con la Germania in testa, e gli Stati Uniti.

Crescono del 10% le esportazioni di cibo made in Italy nel mondo. É quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero, con l’alimentare tricolore che raggiunge i 2,9 miliardi di euro in un solo mese,  febbraio, grazie a un incremento triplo rispetto a quello generale che si ferma al +3,4%.

“Si tratta di un ottimo risultato che – sottolinea la Coldiretti – conferma le potenzialità del made in Italy a tavola per la ripresa economica ed occupazionale del Paese. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari interessano i Paesi dell’Unione Europea dove il principale partner è la Germania mentre fuori dai confini comunitari sono gli Stati Uniti il mercato di riferimento dell’italian food, con una crescita record a febbraio del 17%”.

Sul nuovo record potrebbe abbattersi il rischio dei dazi sui prodotti europei annunciati dal presidente americano Donald Trump, “che + interesserebbero circa la metà (50%) degli alimentari e delle bevande made in Italy esportate in Usa dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%)”, denuncia Coldiretti. In cima alla lista ci sono vini tra i quali il prosecco ed il marsala, formaggi come il pecorino, ma anche l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite.

“Con i dazi – spiega la Coldiretti – aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. Basti pensare che il 99% dei formaggi di tipo italiano in Usa – sottolinea la Coldiretti – sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall’Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina”.

Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l’olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano. Anche i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti, potrebbero essere colpiti.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.