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lunedì 19 ago 2019
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Dazi: scure Trump sul 50% dell’agroalimentare italiano

Dazi: scure Trump sul 50% dell’agroalimentare italiano

La guerra dei dazi di Trump contro Airbus e Ue minaccia l’agroalimentare italiano, in primis prosecco e pecorino. Secondo Coldiretti: “impatto devastante per il made in Italy. Se i prezzi aumentano, aumenta anche il rischio del falso”.

Se la tregua commerciale tra Washington e Pechino sembra oramai raggiunta, la guerra dei dazi rischia ora di scoppiare tra Stati Uniti ed Unione europea. E a rimetterci duramente c’è anche l’Italia. Nel mirino del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è finita circa la metà degli alimentari e delle bevande made in Italy.

Il presidente Donald Trump ha annunciato infatti nuovi dazi sui prodotti agroalimentari europei per un valore di 11 miliardi di dollari. Nella black list ufficiale divulgata dall’amministrazione statunitense sono citati espressamente tra gli altri gli spumanti e il Marsala tra i vini e il pecorino tra i formaggi. Rischiano anche gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici.

Le esportazioni in Usa rappresentano il principale mercato di sbocco del vino made in Italy con un valore di 1,5 miliardi e un aumento record del 4% nel 2018. Il valore complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane negli Usa è pari a 4,2 miliardi e rappresenta circa il 10% del totale delle esportazioni nazionali che è di 42,4 miliardi nel 2018 secondo una analisi Coldiretti su dati Istat.

“L’Italia – precisa la Coldiretti – è il primo paese fornitore di vino e spumante con oltre un terzo del mercato complessivo in valore davanti alla Francia (28%). Le esportazioni di spumanti italiani, trainate dal prosecco, nel 2018 sono ammontate a un valore di 333 milioni con un balzo del 13%. In pericolo però ci sono anche altri prodotti simbolo dell’agroalimentare nazionale a partire dall’olio di oliva, con un export pari a 436 milioni”.

“Si tratta dunque di evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati – ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che – gli Usa si collocano al terzo posto tra i principali italian food buyer dopo Germania e Francia, ma prima della Gran Bretagna”.

Gli Usa rappresentano un mercato importante per il nostro agroalimentare ed in particolare per Pecorino romano, che rappresenta la voce principale dell’agroalimentare sardo esportato.
“Nel 2018, dai dati che riusciamo a recuperare da Clal.it, ne abbiamo esportato 9.180 tonnellate per un valore di oltre 64 milioni di euro – sostiene il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu –.  É chiaro che se ci fossero dei dazi ne pagheremo le conseguenze tutti. Per questo auspichiamo che si evitino scontri dagli scenari inediti e preoccupanti che rischiano di essere deleteri per tutti”.

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