Agroalimentare: Dop e Igp valgono 15,2 miliardi, +2,6%

L’agroalimentare italiano vola, lo conferma il secondo il Rapporto Ismea-Qualivita, l’indagine annuale che analizza i valori economici e produttivi della qualità delle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp e Stg. Il Paese registra il primato mondiale con 822 prodotti Dop, Igp, Stg registrate a livello europeo su 3.036 totali nel mondo. Veneto e Emilia-Romagna trainano il settore IG: Parma, Verona e Treviso risultano essere le città più ricche. Il contributo dei prodotti a denominazione è pari al 18% al valore economico complessivo del comparto agroalimentare nazionale.

 

Il comparto delle IG italiane esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi e per la prima volta supera i 15,2 miliardi di euro di valore alla produzione per un contributo del 18% al valore economico complessivo del settore agroalimentare nazionale. Se il comparto italiano ha visto crescere il proprio valore del +2,1%, il settore delle Dop e Igp ha ottenuto un risultato migliore pari al +2,6%.

Dal rapporto emerge come sul podio oltre al Veneto, nella classifica regionale, vi siano anche Emilia Romagna (3,4 miliardi) e Lombardia (1,9) mentre il Sud, con la Campania (610 milioni), è solo all’ottavo posto. Per quanto riguarda invece le province, la prima per impatto economico è Parma (1,4 miliardi) seguita da due del Veneto, Verona (987 milioni) e Treviso (880 milioni). A livello di performance, nell’ultimo anno, il balzo in avanti più significativo lo hanno compiuto in ambito regionale la Sicilia, cresciuta del +28% e per le province Cuneo con un progresso del +15,5%.

Anche l’export delle IG Made in Italy cresce e raggiunge gli 8,8 miliardi di euro (+4,7%) pari al 21% dell’export agroalimentare italiano. Bene anche i consumi interni nella gdo che continuano a mostrare trend positivi con una crescita del +6,9% per le vendite food a peso fisso e del +4,9% per il vino. Il primo prodotto per valore all’origine è il Parmigiano Reggiano Dop, mentre quello per valore al consumo è il Grana Padano Dop. Sul fronte dell’export, la punta di diamante è l’aceto balsamico di Modena Igp con il 92% della produzione totale destinata alle tavole di tuto il mondo.

Il settore food sfiora i 7 miliardi di valore alla produzione e 3,5 miliardi all’export per una crescita del +3,5%, mentre raggiunge i 14,7 miliardi al consumo con un +6,4% sul 2016. Il comparto Wine vale 8,3 miliardi alla produzione (+2%) e 5,3 miliardi all’export (su un totale di circa 6 miliardi del settore).

Il sistema delle Dop Igp in Italia coinvolge oltre 197mila operatori e garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete di 275 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaft, oltre 10mila gli interventi effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

 

«Si afferma in Italia la Dopeconomy che conta 220mila imprese e 822 denominazioni – commenta Mauro Rosati, direttore generale Qualivita – nonostante questi dati dobbiamo guardare subito al futuro perché nei mercati globali, dove ormai trovano il loro maggiore valore economico i nostri prodotti agroalimentari gli scenari cambiano sempre più rapidamente. Le sfide da cogliere sono molte. Tra queste la riorganizzazione della governance del sistema delle Ig partendo dall’Europa, una produzione maggiormente sostenibile, il rischio dazi e la costruzione di una nuova politica nazionale sulla qualità su cui rafforzare le basi dei distretti agroalimentari».

 

 

Agroalimentare: Dop e Igp valgono 15,2 miliardi, +2,6%

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