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venerdì 03 apr 2020
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Eco della Stampa: “Si parla più di cibo che di politica”

Eco della Stampa: “Si parla più di cibo che di politica”

Presentato al Festival del Giornalismo Alimentare il report “Il cibo nei media italiani”, realizzato da Eco della Stampa. Lo chef più citato è Ramsay seguono  Borghese e Bastianich.

Si parla più di cibo che di politica e nel corso del 2019, stampa, web, tv e radio italiani se ne sono occupati 1,37 milioni di volte. Questo in sintesi è ciò che emerge dal primo rapporto sull’informazione alimentare nei media italiani, presentato durante la V edizione del Festival del Giornalismo Alimentare, al Centro Congressi Lingotto di Torino fino a sabato 22 febbraio.

 

Il report, realizzato da L’Eco della Stampa, ha analizzato 350mila fonti e un milione di contenuti al giorno, con l’obiettivo di misurare l’impatto dei temi alimentari sui media, intercettare i temi più discussi e analizzare le modalità di informazione.

 

Le volte in cui i media si sono occupati di cibo nel 2019 sono state 1.373.312 (web: 729.357; stampa: 524.488; radio: 88.555; tv: 30.912) Se per radio e televisione l’andamento nel corso dell’anno è stato costante, il picco di informazione sul cibo su web e stampa si è registrato nel mese di ottobre. In questo periodo si sono concentrate numerose pubblicazioni relative al Rapporto Unicef 2019 su Bambini, cibo e nutrizione e alla mostra di Steve McCurry dedicata al food a Forlì, che ha ottenuto molto spazio sulla stampa.

 

Nel 2019 il cibo ha rappresentato il 13,5% dell’informazione legata al tema del made in Italy, che ha prodotto in totale quasi 300mila pubblicazioni. Nell’ambito del dibattito, oltre 200mila pubblicazioni riguardano le denominazioni di origine: in testa le DOC (oltre 90mila), cui seguono DOP (oltre 62mila), IGP (oltre 36mila) e DOCG (oltre 27mila).

 

Analizzando le pubblicazioni relative alle patologie citate più volte in relazione all’alimentazione, sono state quasi 94mila quelle che coniugavano il cibo con “diabete”, “tumore” e “obesità”. Il report ha messo in luce anche quale tipologia di cibi sia stata associata in modo più ricorrente alle stesse patologie. Nel corso del 2019, complice una generale crescente sensibilità verso i temi della sostenibilità, il tema dello spreco alimentare ha iniziato a farsi spazio tra i contenuti.

 

Alessandro Cederle, Direttore de L’Eco della Stampa ha commentato: “Di cibo sui media si parla tantissimo, una vera e propria bulimia informativa che caratterizza la stampa come il web, la radio e la tv. Una conversazione a cavallo tra “info” e “tainment”, un equilibrio difficile su un tema così ricco di aspetti sociali, culturali e anche etici”.

 

I dati del primo report su cibo e media sono stati commentati da “Un primo aspetto socialmente interessante è che il cibo si vive, diventa esperienza, fa parte della vita di tutti i giorni, non più come consumo semplicemente funzionale – il doversi nutrire – ma anche e soprattutto come bene esperienziale, in grado di aggregare le persone. Il consumatore diventa consum-attore e le aziende utilizzano i social o le community online per promuovere nuove idee e nuovi prodotti ascoltando quello che il consumatore dice”, commenta Guia Beatrice Pirotti, docente SDA Bocconi e coordinatore del Master of Management in Food & Beverage.

Tra le curiosità emerse nel rapporto: lo chef più citato è Gordon Ramsay, seguono Alessandro Borghese e Joe Bastianich.
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