“È un bilancio che interessa solo otto mesi di attività perché abbiamo deciso di adeguare la scadenza degli esercizi alle annualità vendemmiali – spiega il presidente di Caviro Carlo Dalmonte -. C’è grande soddisfazione sul fronte esportazioni, dove iniziano a vedersi i frutti di uno sforzo importante nella diversificazione e nell’innovazione, sia per quanto riguarda i formati che le proposte”.

Tutte le società del gruppo, senza eccezione alcuna, sono state interessate da ingenti investimenti come, ad esempio, la Gerardo Cesari, che ha completato la parte più importante dei lavori della nuova cantina di Fumane: un investimento di decine di milioni di euro che, di fatto, cambierà la fisionomia della società.

 

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Sul fronte vino le referenze prodotte nei due stabilimenti di Forlì e Savignano della Caviro sono cresciute del 27% passando dalle 757 del 2018 alle 957 del 2019 con un contestuale aumento dei volumi confezionati da 198,8 milioni di pezzi a 213,5 milioni di pezzi.

Oggi la capacità produttiva è salita a 120mila pezzi ogni ora (+14%) e, all’attuale efficienza su tre turni per cinque giorni a settimana, Caviro è in grado di produrre 298 milioni di pezzi l’anno.

“In gdo Italia nel 2019 il segmento vetro ha registrato una crescita a volume del 2,3% e il segmento brik dell’1%, contestualmente Caviro ha avuto un incremento, rispettivamente, del 26,3% e del 3,7% – spiega il direttore generale SimonPietro Felice -. Per quanto riguarda l’estero, dove le esportazioni di vino italiano nel 2019 a volume sono aumentate del 3,4%, Caviro ha visto un incremento dell’export del 17,6%”.

Il premier Giuseppe Conte, atteso nel pomeriggio allo stabilimento della Caviro di Faenza per il taglio del nastro del nuovo impianto di economia circolare, non sarà presente per emergenze sul fronte coronavirus.