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mercoledì 13 nov 2019
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Il cibo degli zar parla sempre più italiano

Il cibo degli zar parla sempre più italiano

di francesca corradi

Non è russo, non è iraniano e non viene dal Nord: il caviale d’allevamento più venduto al mondo è made in Italy.

L’azienda di Calvisano Agroittica Lombarda, conosciuta con i marchi Caviale Calvisius e Ars Italica Calvisius (detenuto tramite la partecipazione al 35% in Italian Caviar srl), è stata la prima azienda al mondo a creare un allevamento di storioni su larga scala – grazie a un modello sostenibile d’integrazione tra industria, allevamento ittico e agricoltura – e ancora oggi il suo know how rappresenta un riferimento per l’intero settore con la produzione del 20% delle uova di storione d’allevamento in vasca a livello mondiale. Nei suoi 60 ettari ospita la più grande varietà di caviali al mondo e rappresenta per il mercato un riferimento sia in termini qualitativi che quantitativi.

Benché gli italiani siano il terzo produttore al mondo di caviale ne consumano però solo il 10%, il resto, ben il 90%, viene esportato in 14 Paesi.

MAG insieme al Direttore Generale Carla Sora, recentemente insignita del premio Brand Hero 2018 all’evento Save The Brand promosso da Lc Publishing Group, è andata alla scoperta di Agroittica, per capire cosa si nasconda dietro alla produzione delle preziose uova di storione.

Da cfo a Direttore Generale di Agroittica…Cosa l’ha portata a questo nuovo incarico?

Più che cosa mi ha portato direi chi mi ha portato. È stato Giuseppe Pasini – Presidente della Confindustria di Brescia e del gruppo Feralpi – che mi ha chiamato in azienda per lavorare sulla crescita del brand e sull’assetto organizzativo di Agroittica. Ho un passato di circa vent’anni nel ruolo di cfo e non è stato facile per me avvicinarmi a una realtà (manageriale dove ci sono soci non operativi) così complessa dove il ciclo di produzione delle uova dure circa 16 anni.

Rappresentate oltre il 20% della produzione mondiale del caviale di allevamento in vasca.
Si, il nostro allevamento ospita 14 delle 21 specie esistenti in natura e possiede anche i migliori pesci in termini di ranking qualitativo.

L’export è la vostra forza…

Vendiamo quasi il 90% del nostro caviale all’estero e abbiamo due filiali negli Usa e Francia. I nostri principali mercati sono Francia, Usa, Regno Unito e Giappone e vendiamo anche in Russia con Calvisius Caviar, il brand top di gamma, siamo presenti nei migliori ristoranti e gastronomie internazionali e first classes delle più importanti compagnie aeree.

Qual è il vostro segreto?

Prima di tutto la squadra fatta di persone e professionalità. Siamo uno dei primi allevatori di storione al mondo grazie: alla purezza delle acque, che provengono direttamente dalla falda acquifera e sgorgano all’interno della tenuta senza l’utilizzo di acque di superficie; all’approccio naturale, che tutela il benessere animale per tutto il lungo ciclo di vita e la loro origine, perché alleviamo storioni autoctoni e non ibridi; il totale controllo della filiera produttiva; la manifattura italiana; la freschezza in tutte le fasi e la distribuzione selezionata.

Quant’è importante la tecnologia nel vostro lavoro?

È fondamentale, viene applicata soprattutto per la tracciabilità del prodotto e per garantire l’assenza di contaminazione da agenti esterni del caviale, il quale viene estratto in locali dotati di tecnologia e sicurezza sanitaria analoga a quelle delle sale operatorie.

Un business attorno allo storione, cosa si fa di ciò che rimane del pesce?

 Dopo l’estrazione delle uova…

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