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lunedì 19 ott 2020
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Tartufo bianco: affari da più di 100 milioni

Tartufo bianco: affari da più di 100 milioni

Tanto vale l’indotto creato dai tre mesi di mercato del Tuber magnatum Pico. MAG ha incontrato nel cuore delle Langhe Liliana Allena e Mauro Carbone: «A ogni euro di tartufo venduto corrispondono 20 euro in turismo enogastronomico»

 

 

Alba, “Città Creativa Unesco per la Gastronomia” e distretto culturale del tartufo bianco, è diventata la capitale indiscussa per gli estimatori del Tuber magnatum Pico che è in grado di influire su tutta l’economia di Langhe, Roero e Monferrato. Parliamo del tartufo.
Durante i tre mesi autunnali, nella provincia di Cuneo, si calcola un indotto superiore ai 100 milioni di euro e, con circa 6mila addetti per 12mila posti letto, nel 2017 la differenza dell’afflusso di turisti tra autunno ed estate ha raggiunto il 4%: dimostrazione di una politica di destagionalizzazione efficace che punta tutto sull’aspetto enogastronomico.

 

 

Fino al 31 gennaio in Piemonte sarà possibile procedere alla ricerca del tartufo bianco d’Alba che, dal 21 settembre, sulla base della legge regionale, ha fatto il suo ingresso in ristoranti, mercati e negozi. Incontro tra cultura, territorio e gastronomia, il 5 ottobre ritorna, inoltre, l’appuntamento con la Fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, giunto all’89esima edizione, che l’anno scorso ha registrato 110mila ingressi e attirato 600mila visitatori.

 

Le parole chiave di un successo di pubblico così crescente sono sinergia e territorio ma soprattutto il connubio tra pubblico e privato. «Siamo fortunati perché il Piemonte è ricco di imprenditori lungimiranti che non hanno abbandonato i territori d’origine e lo hanno promosso, ad esempio la famiglia Ceretto”, afferma il presidente dell’ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba Liliana Allena.

 

 

A MAG Liliana Allena e il direttore ente del turismo Langhe, Monferrato e Roero, Mauro Carbone, hanno raccontato l’importanza della filiera del tartufo bianco e la ricaduta economica.

Con la “Tuber Primae Noctis” si è aperta ufficialmente la stagione del tartufo bianco d’Alba…

LA: Si, quest’anno abbiamo organizzato nell’Alta Langa, al Pavaglione di San Bovo di Castino dove abitò Beppe Fenoglio, la prima edizione del “capodanno del tartufo”: un momento solenne che segna l’inizio della stagione autunnale, annuncia la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Albaa e prepara l’intero territorio all’accoglienza di visitatori e turisti da tutto il mondo.

MC: Per il Centro Nazionale Studi Tartufo e l’Unione delle Associazioni Trifulau piemontesi questa è stata l’occasione per ribadire il calendario ufficiale di consumo e acquisto del tubero.

Quest’anno si celebra la 89esima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba
LA: Durante i miei quattro anni di presidenza la manifestazione si è evoluta. La prima rivoluzione è nella durata. Nel 2016 la fiera è passata, infatti, da sei a otto settimane: non termina più a metà novembre, nel pieno della raccolta del tartufo, ma si protrae per tutto il mese. La seconda è la maggior tutela del prodotto venduto all’interno della fiera grazie al Centro Nazionale Studi Tartufo che analizza tutti i tuberi prima della vendita assegnando a ogni trifulau un sacchetto numerato, come fosse una sorta di numero di lotto, per risalire al raccoglitore in caso di anomalie.

 

 

Un evento in costante crescita…
LA: L’edizione alle porte seguirà il trend degli ultimi anni eguagliando o superando i numeri del 2018. Lo scorso anno sono stati registrati circa 110mila ingressi in fiera nelle otto settimane di programmazione. Inoltre, agli oltre 40 showcooking hanno partecipato 1800 persone, di cui il 65% stranieri, provenienti da tutto il mondo. La passata edizione della Fiera ha visto entrare in città 600mila persone: +7,2% arrivi (338mila unità); +6% presenze con 750mila pernottamenti nel territorio di Langhe e Roero nel 2018.

MC: La Fiera internazionale del tartufo d’Alba è un mezzo per far conoscere un territorio. L’unico distretto del futuro che permette a tutta la filiera di performare al massimo. Il tartufo nel food è come l’auto di Formula 1 rappresenta per noi un ritorno d’immagine non indifferente. Alba al di là dei tre mesi clou autunnali riesce sempre di più a richiamare numerosi turisti anche in estate quando non ci sono né prodotto né fiere.

 

Uno stimolo al turismo altospendente
LA: Si, tenga conto che la spesa media giornaliera del turista che visita i nostri luoghi supera i 200 euro contro una media italiana di circa 130 euro. L’obiettivo è lavorare ancor di più sulla qualità e la sostenibilità.
MC: Nel 2018, abbiamo avuto un migliaio di turisti australiani. Qui non ci sono città d’arte e non c’è il mare: la nostra forza è tutta nell’enogastronomia e nell’offrire al visitatore un’esperienza al top che coinvolga trasversalmente tutti i settori. A ogni euro di tartufo venduto ne corrispondono 20 euro in turismo enogastronomico.

 

 

CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA A PAG. 13o DEL MAG 127 .

 

Credits foto: Davide Carletti

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