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domenica 17 nov 2019
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Floriano Pellegrino: “Tornassi indietro farei il liceo”

Floriano Pellegrino: “Tornassi indietro farei il liceo”

“Negli anni dei miei studi chi si approcciava al lavoro del ‘cuoco’ era visto automaticamente come qualcuno con un livello culturale molto basso”, afferma Floriano Pellegrino

Negli scorsi giorni lo chef Floriano Pellegrino (nella foto) di Bros e Roots (leggi l’intervista su foodcommunity.it e MAG) ha pubblicato, sul suo profilo Facebook, il suo pensiero riguardo alla formazione.

Al professionista abbiamo chiesto una ulteriore riflessione sul tema.

foodcommunity.it Floriano Pellegrino ha rilasciato in esclusiva le seguenti dichiarazioni: “L’alberghiero l’ho scelto in parte, l’ho subìto per altri versi. La mia famiglia aveva fatto della cucina un lavoro e fino ad allora non avevo introiettato nulla che non fosse legato al mondo del food. Ciò che mi ha colpito maggiormente è l’approssimazione a tale mestiere. Il luogo comune che veniva trasmesso per cui chi si approcciava al lavoro del ‘cuoco’ fosse automaticamente qualcuno con un livello culturale molto basso”.

Pellegrino poi commenta: “Il lavoro del ‘cuoco’ andrebbe ridefinito e calato in un contesto internazionale con un approccio più pratico e, sicuramente, più pronto ad affrontare un mondo in forte crescita e sempre più competitivo, garantendo percorsi di specializzazione più interessanti e all’avanguardia e stage formativi in contesti di alto livello nazionali e non”.

Lo chef riflette anche sul suo percorso: “Non rinnego le mie scelte. Sono esattamente il frutto della mia esperienza, un incredibile serie di eventi fortunati e meno, scelti e subìti, che mi hanno reso una persona forte, agguerrita e incredibilmente vogliosa di scoprire, capire, apprendere, dimostrare.

 

Pellegrino lancia un invito: Il mio, più che un pensiero nostalgico, vuole essere un appello a chi, tramite la propria persona o attraverso il proprio lavoro, si approccia a ragazzi in un età difficilissima, che spesso vanno seguiti, educati, formati, motivati.

 

“La cultura in senso lato, è un bene inestimabile, di prima necessità, un arma e un àncora di salvataggio di cui tutti abbiamo bisogno”, conclude Floriano Pellegrino.

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