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lunedì 10 ago 2020
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Il calo del turismo “scioglie” il gelato e i consumi

Il calo del turismo “scioglie” il gelato e i consumi

L’assenza di turisti stranieri è una delle cause della flessione nelle vendite gelato, si stima il -20%.

Non decolla il consumo di gelati in Italia che fa segnare un calo del 20%. Questo, in sintesi, è ciò che afferma la Coldiretti sulla domanda di gelato artigianale, che in periodi normali, registra un business da 4,2 miliardi di euro.

“A pesare è stato sicuramente il clima pazzo con il maltempo che ha colpito a macchia di leopardo – sottolinea la Coldiretti -. La causa principale è però il bilancio turistico nazionale del mese di giugno che fa segnare oltre 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno”.

A luglio, secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’, sono 13,5 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza. Si tratta di un calo del 23% rispetto allo scorso anno. A questo dato si aggiunge il mancato arrivo degli stranieri dai paesi extracomunitari come Usa e Cina.

Sarebbero quindi a rischio la  produzione delle 39mila gelaterie presenti in Italia dove sono occupati 74mila lavoratori, vengono utilizzati ben 220 milioni di litri di latte, 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca e 29 milioni di chili di altri prodotti durante l’anno. Evidente è l’ impatto sulle imprese fornitrici con l’Italia prima a livello mondiale nella produzione di gelato artigianale sia per punti vendita che per fatturato.

Il gelato artigianale resta il preferito dagli italiani: il 94% degli italiani lo mangia abitualmente. E negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom delle agrigelaterie artigianali che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta .

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