a
martedì 12 nov 2019
HomeGli strumenti del ciboAgricoltura 4.0, il mercato italiano cresce del 270%

Agricoltura 4.0, il mercato italiano cresce del 270%

Agricoltura 4.0, il mercato italiano cresce del 270%

L’innovazione digitale entra anche nella filiera agrifood aumentando la competitività e migliorando qualità e tracciabilità del made in Italy. L’80% del business è generato da attori già affermati nel settore mentre il 20% circa da startup.

Il mercato globale dell’agricoltura 4.0 vale circa 6,2 miliardi di euro, il doppio rispetto allo scorso anno, di cui il 30% generato in Europa. La crescita è ancora più rapida in Italia, dove il settore ha un valore compreso tra i 370 e i 430 milioni di euro (+270%). Nel Belpaese, il settore rappresenta il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo. Questo, in sintesi, è quanto emerge dal report dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del laboratorio Rise dell’Università degli Studi di Brescia.

Sono 500 le startup nel mondo, per oltre 2,6 miliardi di euro di finanziamenti raccolti, attive soprattutto in ambito eCommerce (65%) e agricoltura 4.0 (24%). L’Italia è davanti a tutti gli altri Paesi Europei per numero ma, con appena 25,3 milioni di euro, ha il finanziamento medio più basso.

 

L’Osservatorio ha mappato 110 imprese del comparto (74% brand affermati e 26% startup) che offrono oltre 300 soluzioni tecnologiche, con ruoli e posizionamento molto diversi lungo la filiera agricola. Il 49% delle aziende sono fornitrici di soluzioni avanzate come Internet of Things (IoT), robotica e droni, il 22% di soluzioni di data analysis, il 16% di macchine e attrezzature per il campo, il 7% produce componentistica e strumenti elettronici, mentre nel 3% dei casi sono realtà produttive in ambito agricolo.

Il digitale, secondo il report, innova anche tracciabilità e qualità alimentare: con 133 soluzioni già disponibili, il 38% delle aziende ha migliorato l’efficacia del processo, il 32% l’efficienza. Cresce, anche se molto lentamente, l’attenzione per l’internet of farming, abilitato dal 14% delle soluzioni offerte: quasi l’80% delle soluzioni è applicabile in fase di coltivazione, il 13% supporta la fase di pianificazione, il 4% il monitoraggio degli stock e il 3% la logistica aziendale.

 

L’innovazione digitale è una leva strategica per il settore agroalimentare italiano. Il controllo dei costi di produzione e l’aumento della produzione sono le esigenze più urgenti per le imprese, mentre i fabbisogni legati all’acquisizione, elaborazione e interpretazione dei dati sono considerati importanti ma non ancora prioritari.

 

Il 55% delle aziende dichiara di utilizzare macchinari o tecnologie avanzate per la pianificazione delle colture, la semina, la coltivazione, il raccolto, e fra questi il 45% lo fa da più di cinque anni. Il 30% degli imprenditori ha meno di 40 anni e un terzo è laureato, ma l’età e il titolo di studio non influiscono significativamente sull’adozione di soluzioni 4.0, al contrario, invece, della dimensione dei terreni e dei settori di riferimento. Sotto i 10 ettari solo il 25% delle aziende adotta soluzioni 4.0, contro il 65% di quelle sopra i 100 ettari.

“L’agricoltura sta affrontando due sfide importanti per mantenere la competitività del settore: da una parte ridurre i costi ed aumentare la redditività, dall’altra produrre di più e valorizzare maggiormente i propri prodotti – ha detto il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.

 

 

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.