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sabato 28 nov 2020
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Le mistery box dei sommelier a domicilio

Le mistery box dei sommelier a domicilio

Sommelier Wine Box guida alla scoperta del vino italiano di nicchia, lontano dagli scaffali della gdo, e di chi lo produce con esperienze personalizzate e percorsi di apprendimento.

di francesca corradi

 

Si beve meno ma in compagnia e, secondo un report Istat del 2019, i maggiori consumatori di vino in Italia sono per lo più tra i 25 e i 44 anni, con un titolo di laurea o superiore. Ma quanto si conosce davvero ciò che beviamo?

 

In risposta a questa domanda nasce Sommelier Wine Box. L’obiettivo è quello di creare un percorso che faccia conoscere il vino italiano valorizzandone tutte le potenzialità.  Si vuole favorire il consumo consapevole e informato e diffondere la bellezza e la ricchezza dell’offerta enologica del nostro Paese.

 

L’idea è di tre giovani – Luca Menato, ceo e cfo, Sara Menato, cmo e Alessio Sevarin (nella foto), cto che desiderano dare visibilità ai vignaioli italiani di nicchia, spesso senza competenze commerciali e digitali per poter emergere.

 

La startup, fondata nel 2018, vuole creare un wine club e dare la possibilità a tutti di gettare le basi per conoscere, apprezzare e parlare di vino.

 

Ogni mese, infatti, si possono ricevere a casa delle mistery box. Si tratta di tre bottiglie selezionate da sommelier sempre diversi, professionisti che conoscono ogni singolo territorio e prodotto. Oltre al vino ogni “confezione misteriosa” contiene la storia dei produttori e un vero e proprio tema enologico, ogni mese diverso.

Si può scegliere tra: l’”entusiasta”, box preferita generalmente da un target molto giovane e rivolta a coloro che si affacciano al mondo del vino, e l’”esperto”, invece, ideale per chi vuole apprezzare gusti e sapori più singolari, vini rari e particolari, spesso prodotti in pochissime bottiglie l’anno.

 

«Volevo dare spazio ai vignaioli meno conosciuti, che con passione estrema producono ogni anno bottiglie pregiate, vere perle dai sapori unici. Sono cantine che spesso non riescono a emergere nel complesso panorama del mercato del vino italiano, ma hanno grandissimo valore», spiega il ceo.

 

Oltre a un ecosistema di un centinaio di cantine, con il tempo la startup ha creato una community appassionata che ogni mese continua il percorso di apprendimento e di condivisione di quella parte del vino la cui storia non è stata ancora raccontata.

 

 

Un’esperienza su misura

 

Se fare un regalo è sempre complesso, regalare vino può rivelarsi un’impresa. Per questo nasce una nuova soluzione pensata per chi vuole…

CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO SUL MAG 151.

 

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