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giovedì 03 dic 2020
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Ristorazione, lo stop alle 18 e l’effetto domino sulla filiera

Ristorazione, lo stop alle 18 e l’effetto domino sulla filiera

di francesca corradi

Tutti parlano di ristorazione e dello stop alla somministrazione alle 18,  meno, invece, della filiera che la alimenta.

A pagare il prezzo della crisi non sono solo i circa 330mila tra bar, mense e ristoranti ma anche 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole impegnate a garantire le forniture. Si tratta di 3,8 milioni di posti di lavoro, secondo Coldiretti.

Sono tante le aziende che hanno cercato di sopravvivere, in questi mesi, creandosi nuovi spazi nel retail e online ma questo sembra non bastare.

Vini, formaggi e salumi di qualità sono tra i più colpiti. Secondo Filiera Italia il danno arriverà a 10 miliardi e riguarderà tutti i settori dell’agroalimentare.

Alla pesca, ad esempio, il nuovo Dpcm costerà circa 45 milioni di euro, vista la flessione delle vendite di circa il 40%. “Il consumo di prodotti ittici avviene sempre più fuori casa e, a eccezione del pranzo della domenica, in gran parte nelle ore serali”, afferma il presidente di Federpesca, Luigi Giannini. Si evidenzia, inoltre, come il canale della ristorazione faccia da sempre la parte del leone nei consumi ittici.

 

Limitare l’apertura dei ristoranti significa far soffrire ulteriormente il mondo del vino: dalle grandi etichette presenti solo nell’horeca ai piccoli produttori. Tra questi ci sono anche i tanti vignaioli artigiani, oltre 1300 aziende, spesso famiglie, che hanno in queste attività il loro unico reddito.

 

Mercoledì 28 ottobre, Fipe – Federazione italiana pubblici esercizi sarà presente in 21 piazze d’Italia. L’obiettivo è “ribadire i veri valori del settore – economici, sociali, culturali e antropologici – messi in seria discussione dagli effetti della pandemia da Covid-19”, affermano.

A ruota si faranno sentire tutte le associazioni del settore agroalimentare.

I numeri e le stime di questo effetto domino non credo genereranno dei passi indietro al governo, almeno per il momento, ma possono essere una lente d’ingradimento sul valore strategico del settore in Italia. Anche la filiera agroalimentare dovrebbe godere dei ristori adeguati e tempestivi annunciati.

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