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lunedì 06 apr 2020
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Grippo, De Brabant, Fiorentini e Marzotto tra i soci di Bun Burgers – Podcast

Danilo Gasparrini - ceo di Bun Burgers

Grippo, De Brabant, Fiorentini e Marzotto tra i soci di Bun Burgers – Podcast

Fra gli azionisti del nuovo format di ristorazione Bun Burgers ci sono anche professionisti non specializzati nel food. Il  fast restaurant ha in programma l’apertura di altri 20 locali nei prossimi tre anni.

 

Ascolta l’intervista a Danilo Gasparrini (nella foto), ceo di Bun Burgers.

 

Nasce Bun Burgers. Il nuovo fast food sostenibile, che cucina il famoso juicy burger americano, apre il primo store ad Arese, all’interno dello shopping mall “Il Centro”.

 

Tra i soci del nuovo progetto ci sono Daniele Fiorentini, ex Dispensa Emilia , Burghy e McDonald’s, Matteo De Brabant, socio fondatore di Jakala, l’avvocato Emanuele Grippo, dello studio legale d’affari Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners, e la Famiglia Marzotto.

 

Si tratta di un format di ristorazione che vede protagonista il tipico hamburger americano, cucinato con la tecnica smash e con l’aggiunta di pochi ingredienti selezionati. Pane americano, blend delle migliori carni, plus di salse generose e segrete sono accompagnate dal classico contorno di patate croccanti.

 

Alla proposta tradizionale, si aggiunge il menu smart ed essenziale interamente convertito in beyond meat, un hamburger 100% vegetale e proteico, in linea con la filosofia sostenibile del brand.

 

Da Bun Burgers, c’è spazio, inoltre, anche per il protein burger e una proposta per i quattro zampe.

 

Gasparrini descrive i dettagli del format di ristorazione.

 

La food experience è a 360 gradi. Il concept del locale ricalca, anche visivamente, le vere hamburgherie newyorkesi. All’interno ci sono interni essenziali e luminosi e all’esterno una gradinata iconica pensata per la Gen Z.

 

L’attenzione per il cliente di Bun Burgers è alla base della filosofia del brand, centrata sulla kindness. Grazie al progetto “Second chance”, il format coinvolge, inoltre, persone che hanno avuto difficoltà per dare loro una seconda possibilità di integrazione nella società.

 

“Dall’essere gentili in tutte le sue forme, al proporre un menu interamente convertibile in beyond meat, fino al cibo per i cani. Questo ha fatto in modo che nascesse l’associazione fra Bun e l’abnormal, inteso come un modo diverso dal normale di approcciarsi al mondo delle hamburgerie e all’esperienza che queste offrono”, ha spiegato Danilo Gasparrini (nella foto), ceo e azionista dell’azienda.

 

Per il 2020, Bun Burgers prevede altre due aperture a Milano e hinterland e di raggiungere quota venti punti vendita in tre anni.

 

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