a
mercoledì 13 nov 2019
HomeFoodAntonella Zaini: dal diritto alla fabbrica di cioccolato

Antonella Zaini: dal diritto alla fabbrica di cioccolato

Antonella Zaini: dal diritto alla fabbrica di cioccolato

Ex avvocato e oggi imprenditrice, Antonella Zaini in vent’anni ha managerializzato l’azienda dolciaria di famiglia triplicando i ricavi e investendo nel retail. A breve un nuovo store milanese
di francesca corradi

Dopo una laurea in giurisprudenza e una carriera in studi legali d’affari, nel 1998 Antonella Zaini (nella foto) ha preso in mano le redini della Luigi Zaini, insieme a suo fratello.

Con l’avvento della terza generazione, l’unica fabbrica di cioccolato di Milano subisce un profondo percorso di cambiamento, negli ultimi due decenni, inserendo nell’organico figure manageriali. Oggi, dopo un forte investimento in digitalizzazione della produzione, innovazione di prodotto ed export, l’azienda è arrivata a sfiorare i 70 milioni di euro di fatturato.

Antonella Zaini ha rivelato a MAG un progetto nel campo della csr e i nuovi piani di sviluppo della realtà dolciaria a cominciare dal retail con l’apertura, a breve, di una nuova boutique del cioccolato a Milano.

 

 

Una laurea in legge e una carriera avviata negli studi legali d’affari…
Dopo gli studi, nel 1994 sono stata in due importanti studi legali….

 

Nel 1998, il cambio di rotta…
A 28 anni, dopo la scomparsa prematura di mio padre, a capo dell’azienda di famiglia, ho risposto all’invito di mio fratello Luigi, già destinato a succedergli, a entrare in azienda.

 

Un bel cambiamento…
Si l’azienda di produzione è un mondo completamente diverso da quello legale e all’inizio, ammetto, mi sono trovata spaesata. Mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato con quello che sapevo fare ovvero occuparmi delle questioni legali e poi di controllo di gestione e amministrazione: il volume d’affari dell’azienda era un terzo rispetto all’attuale.

 

Come ha sfruttato il background legale in azienda?
Mi è servito più di quanto credessi. Gli studi di giurisprudenza mi hanno dato praticità e un pensiero logico che ho applicato fin da subito nella sfida imprenditoriale.

 

Qual è stato l’apporto della terza generazione in Zaini?
Abbiamo cercato di rendere questa società attrattiva per le alte professionalità, insistendo su una prima linea di manager competenti e in grado di affrontare le sfide del settore.

 

Che ruolo riveste ora?
Sono consigliere del cda e mi occupo degli affari legali. Mio fratello Luigi è il presidente.

 

In vent’anni il giro d’affari di Zaini si è più che triplicato…
Si, quando sono entrata in azienda il fatturato era di circa 15 milioni di euro. Nel 2018, invece, ha raggiunto quasi i 70 milioni di euro: il 65% del business è in Italia, il resto viene esportato in circa 80 Paesi al mondo tra cui il Canada, in cui siamo fortemente presenti, così come in Europa e Australia. Mentre nel Belpaese siamo capillarmente presenti nella gdo, all’estero i prodotti Zaini sono più nel commercio al dettaglio.

 

Qual è stata la vostra strategia?
L’investimento sul brand Emilia, sui processi industriali e la ricerca e sviluppo del prodotto.

 

Antonella Zaini ripercorre le orme della nonna Olga…

Per me è un grande esempio da seguire. Ha avuto un ruolo chiave per lo sviluppo della Zaini e fu una delle pochissime donne italiane negli anni’40 a condurre un’azienda.

 

A proposito di produzione, ci sono dei picchi?

Il 65% delle vendite al dettaglio, in Italia, si concentra nel periodo compreso tra settembre e dicembre e comunque nel secondo semestre dell’anno. Con la crescita delle esportazioni però non ci sono più flessioni così evidenti.

 

Insieme allo stabilimento di Fernet Branca, siete le ultime due fabbriche attive ancora presenti in città…

Parte della produzione, ancora oggi, si trova a Milano, in via Imbonati. Il grosso dell’attività è stato spostato lì negli anni Venti per dare il via a una produzione industriale. Sono stati il nonno e la nonna Olga a gestire quel passaggio e ancora oggi lo stabilimento è attivo e produce caramelle, anche farmaceutiche in private label, oltre ad ospitare gli uffici. A questi si aggiungono due fabbriche a Senago, nell’hinterland milanese.

 

Il prodotto è la vostra forza…

Tra quelli che hanno fatto storia c’è Emilia, il block di cioccolato fondente finissimo: oggi è ancora la punta di diamante e se ne producono 2mila tonnellate l’anno, di cui il 30% destinato al mercato italiano. In passato poi ci fu poi l’idea dei cioccolatini Foto Sport: praline nel cui incarto erano contenute le figurine dei più importanti calciatori e atleti del momento, da scambiare e collezionare, che dette visibilità all’azienda.  E ancora il boero e il gianduiotto. Andiamo molto fieri degli ovetti con sorpresa, di cui siamo il secondo produttore nazionale. Tra le ultime innovazioni, nel campo delle praline, ci sono i dragees choco fruit e la crema spalmabile Emilia.

 

CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA A PAG. 164 DEL MAG 128.

Vota questo articolo
Nessun commento

Aggiungi un commento

Accesso

Hai dimenticato la Password?

Registrati

Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.