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mercoledì 14 nov 2018
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Wfta in campo per la salvaguardia dell’ambiente

Wfta in campo per la salvaguardia dell’ambiente

La World Food Travel Association, organizzazione internazionale leader per la ricerca, formazione e sensibilizzazione sul turismo enogastronomico, sensibilizza gli operatori alla salvaguardia dell’ambiente.

 

Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences ha registrato una situazione drammatica: la produzione mondiale di plastica è passata dai 15 milioni del 1964 agli oltre 310 milioni attuali, ogni anno almeno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani del mondo e, ad oggi, si stima che via siano più di 150 milioni negli oceani.

 

Attraverso la guida “Food & Beverage packaging and waste production”, sviluppata a sostegno dell’Iniziativa Food Tourism 2025, Wfta suggerisce alcune pratiche eco-friendly da adottare per ridurre gli imballaggi e limitare la produzione di plastica.

 

Il decalogo è di facile utilizzo e può davvero diventare uno strumento sia per gli addetti del settore turistico – ristoratori, albergatori, società di servizi – ma anche per i turisti:

  1. Eliminare cannucce e posate di plastica
  2. Sostituire i contenitori di plastica per il cibo da asporto con altri di carta riciclata
  3. Evitare l’acquisto al dettaglio e utilizzare contenitori riciclabili
  4. Utilizzare sacchetti di carta
  5. Promuovere l’iniziativa “porta la tua bottiglia di acqua”
  6. Installare una postazione per la raccolta differenziata
  7. Controllare i propri rifiuti plastici
  8. Non accettare imballaggi di polistirolo
  9. Dare il buon esempio
  10. Installare postazioni di acqua potabile

 

 

“La plastica si trova ormai ovunque: se ne sono trovate tracce nei ghiacci, nelle grandi fosse marine, fino a 10 km di profondità come nella fossa delle Marianne – sostiene Roberta Garibaldi, membro del board e ambasciatore per l’Italia della World Food Travel Association -. Anche il nostro Mediterraneo si sta trasformando in una discarica: si stima che un chilometro quadrato nei mari italiani contenga in superficie fino a 10 chilogrammi di plastica; in particolare nel Tirreno settentrionale, tra Corsica e Sardegna, attorno alla Sardegna, la Sicilia e le coste pugliesi si stimano almeno 2 kg (citando i dati del WWF, 2018). Siamo tutti co-responsabili della salvaguardia del nostro territorio, che è la prima risorsa dal punto di vista turistico che dobbiamo mantenere, se vogliamo proseguire a sviluppare il comparto turistico”.

 

Erik Wolf, Direttore Esecutivo della Wfta, è convinto che la sostituzione dei materiali in plastica con quelli biodegradabili non abbia un costo maggiore, ma che ciò sia di beneficio per l’intero comparto. La sfida per i governi è quella di pensare in modo creativo: una collaborazione tra imprese del settore alimentare, amministrazioni e consumatori – turisti è una rete win-win che – se costruita in modo strategico – potrebbe apportare benefici ad ampio spettro, come si legge in una nota.

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