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giovedì 18 lug 2019
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Vini veronesi e Vinho Verde: accordo da 2,3 milioni di euro

Vini veronesi e Vinho Verde: accordo da 2,3 milioni di euro

Partnership tra i vini veronesi e Vinho Verde per una promozione congiunta in Germania, Danimarca e Francia. Il progetto triennale è cofinanziato dall’Unione Europea

I vini veronesi a denominazione di origine controllata e il Vinho Verde portoghese uniscono le forze per un progetto triennale da 2,3 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea, per una promozione comune in Germania, Danimarca e Francia.

L’accordo di collaborazione è stato siglato a Villafranca di Verona dal presidente del Vinho Verde, Manuel Pinheiro (nella foto, a destra), che è anche a capo dell’Associazione nazionale delle denominazioni di origine vitivinicole del Portogallo, e da Franco Cristoforetti (nella foto, a sinistra), presidente di Avive, l’Associazione dei Vini Veronesi a denominazione di origine, in rappresentanza dei Consorzi di tutela dell’Arcole, del Bardolino, del Custoza, del Garda, del Lessini Durello, del Lugana e del Soave. Non aderisce invece all’iniziativa il Consorzio dei vini della Valpolicella.

Il progetto, che si svilupperà sino al 2021, prevede la partecipazione alle maggiori fiere di settore, come il Prowein di Düsseldorf o Wine Paris, che dal prossimo anno si amplierà anche all’edizione parigina di Vinexpo, e una fitta serie di iniziative di comunicazione rivolte agli operatori, alla stampa e ai social network. I vini veronesi sotto i riflettori saranno tre bianchi, ossia Custoza, Lugana e Soave, un vino rosa, il Chiaretto di Bardolino, due rossi, l’Arcole e il Bardolino, e due spumanti, il Garda Spumante e il Lessini Durello.

“Il tratto distintivo che accomuna i vini veronesi e quelli portoghesi al centro di questa grande azione di promozione, una delle maggiori sin qui impostate dalle nostre realtà nel territorio europeo – spiega Franco Cristoforetti, che è anche Presidente del Consorzio di tutela del Chiaretto e del Bardolino – è la loro capacità di unire nuove idee con una grande tradizione. Le nostre denominazioni, sia quelle veronesi che quella portoghese, appartengono tutte ad aree storiche della viticoltura, e nel contempo si caratterizzano per una modernità di approccio che si fonda sulla freschezza gustativa e sull’estrema abbinabilità con le cucine sia dei Paesi di origine, sia delle aree di prevalente esportazione. Tra queste, la Germania è indubbiamente la principale destinazione sia per i vini veronesi che per il Vinho Verde, mentre la Danimarca rappresenta il ponte verso tutta la Scandinavia. Quanto alla Francia, è evidente che si tratta di un mercato vinicolo sotto i riflettori internazionali, nel quale vogliamo essere protagonisti”.

“Ci rivolgeremo ad un’ampia platea europea – afferma Cristoforetti – cui faremo comprendere quanto siano al passo coi tempi le nostre tradizioni vinicole che poggiano la loro essenza su importanti vitigni autoctoni come lo sono a Verona la Corvina e la Rondinella tra le uve rosse e la Garganega, la Turbiana e la Durella tra le bianche, mentre nel nord del Portogallo, terra della denominazione del Vinho Verde, prevalgono altre varietà locali come Alvarinho, Trajadura, Loureiro e Arinto. Insomma, abbiamo molto da raccontare, insieme, agli appassionati di vino”.

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