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martedì 20 ott 2020
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Ristoranti: “Affitto, quanto mi costi”

Ristoranti: “Affitto, quanto mi costi”

di francesca corradi

In questo momento l’affitto pesa circa il 30% sul volume d’affari dei ristoranti italiani raggiungendo quello che, da sempre, è la spesa più alta, ovvero il personale.

Solo otto mesi fa, pre emergenza sanitaria, la situazione era ben diversa. Il canone di locazione, in passato, incideva per poco più del 10% sui bilanci dei pubblici esercizi, triplicato, invece in questi giorni.

Nonostante, secondo le stime, il settore della ristorazione a fine anno segnerà una flessione del volume d’affari di 24,1 miliardi di euro, pari a circa il 27% in meno rispetto al 2019, i costi degli affitti sembrano non adeguarsi al momento.

Costi invariati, ricavi crollati.

Non è un caso dunque che quello dei contratti di locazione sia, ora, una delle priorità e delle preoccupazioni per i titolari di bar e ristoranti. Da marzo a giugno hanno perso, in un sol colpo, circa il 67% dei loro fatturati.

Di conseguenza, quella della rimodulazione degli affitti è diventata una delle principali battaglie della Fipe-Confcommercio.

Tra le richieste, inseriti nel Dl agosto, ci sono: incentivi fiscali per i proprietari di immobili disposti a ridurre temporaneamente i canoni delle locazioni commerciali e, soprattutto, il blocco dell’esecuzione degli sfratti fino a fine 2021, dichiarando improcedibili le intimazioni di sfratto per chi ha provveduto almeno parzialmente a saldare le rate arretrate.

Il settore si spacca e nasce quindi un divario: ristoratori di Serie A e di Serie B.

Chi stipula oggi un nuovo contratto, infatti, beneficia di canoni più bassi fino al 15% rispetto a un anno fa. Questo vantaggio che viene mantenuto per tutta la durata della locazione, solitamente un 6+6 anni. Chi invece ne ha già uno in vigore, deve rinegoziarlo con il proprietario ma non sempre è facile.

In soccorso dei conduttori arriva, però, la magistratura con una pronuncia che potrebbe far cambiare idea ai locatori, convincendoli al ribasso. Il 27 agosto, infatti, il Tribunale di Roma, in merito a un contenzioso tra locatario e proprietario, ha emesso un’ordinanza che impone a quest’ultimo di ridurre il canone d’affitto del 40% per i mesi di marzo e aprile, in pieno lockdown, e del 20% per i mesi successivi, fino a marzo 2021.

È impensabile, per bar e ristoranti, pagare oggi lo stesso affitto di prima: cifre altissime se si pensa alla piazza milanese o romana. Se si va avanti così temo che nel 2021 un esercizio su due sarà costretto ad abbassare la serranda, non momentaneamente ma per sempre. Chi prenderà il loro posto?

Foto di Simone Daino

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