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venerdì 03 apr 2020
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Cacciatori di talenti food. Il caso Realize Networks

Cacciatori di talenti food. Il caso Realize Networks

Pasquale Arria (nella foto), ceo della talent agency milanese Realize Networks, nel 2012 si specializza nel food trasformando chef e blogger in star, da Bruno Barbieri (nella foto, sotto) a Chiara Maci (nella foto, sotto). A MAG ha deciso di raccontare la sua storia.

di francesca corradi

Chef e blogger negli anni sono diventati personaggi e brand. C’è chi li ha aiutati nel successo e ne ha fatto un business, che cresce a doppia cifra. Pasquale Arria (nella foto), il fondatore e attuale ceo di Realize Networks, negli anni della crisi che ha colpito pesantemente le agenzie italiane, ha deciso di rischiare e specializzarsi nel food diventando così la prima talent agency italiana di settore. Il tempo gli ha dato ragione e l’azienda, con 24 talent in esclusiva, ha chiuso il 2019 con un giro d’affari di circa 6 milioni di euro, in crescita del 25%. Nell’ultimo anno Realize ha raggiunto, inoltre, quota 37 dipendenti, di cui 14 neoassunti, suddivisi in nove dipartimenti – dalle vendite al digital, dagli eventi alle produzioni fino all’e-commerce – con una media di 200 clienti attivi all’anno e 24 talent in esclusiva. Il lancio di uno strumento per certificare il valore delle campagne di influencer marketing e di un’accademia sono i progetti più recenti.

 

Dalla nuova sede milanese di oltre 700mq, in Via Pier Candido Decembrio, Arria con 19 anni di esperienza alle spalle, racconta a MAG il dopo Masterchef.

Come si è evoluto il ruolo delle agenzie in Italia?

Sono entrato in questo mondo all’età di 23 anni. Fare questo lavoro significava procurare contratti tv e gestire l’ufficio stampa. Quando ho iniziato era un mestiere redditizio perché i broadcast pagavano molto bene. Per anni ho seguito diversi personaggi, da starlette a sportivi, in maniera trasversale e “generalista”. Nel 2008, dopo il fallimento di Lehman Brothers, una profonda crisi ha colpito tutta l’economia mondiale, e il nostro settore, in particolare, ha subito un calo dei contratti dal 50% al 90%. In quell’anno ho fondato Realize Networks e nel 2012 ho deciso di rischiare specializzandomi nel food.

 

Un momento in cui nascevano i primi social…

Sì, era l’avvento di Twitter, Facebook, Youtube. Strumenti nei quali le aziende non investivano ancora. Noi abbiamo cominciato a studiarli facendo quello che oggi si chiama influencer marketing.

 

Quando c’è stato Il giro di boa nel food? 
Il programma televisivo Masterchef, andato in onda per la prima volta nel 2011, nella versione italiana, ha segnato la svolta. Fino a quel periodo, nel nostro Paese, Gianfranco Vissani da chef si era trasformato in conduttore e sulle reti generaliste, rispettivamente Rai e Mediaset, c’era Antonella Clerici e Benedetta Parodi. Era una tv in cui non si investiva nei giovani.

 

Perché Masterchef è stato così dirompente?

Ha avuto il coraggio di mettere tre professionisti come Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich, sconosciuti al pubblico generalista ma fuori classe nel loro settore, alla conduzione di un programma in prima serata. Il nostro primo assistito è stato proprio il cuoco-giudice bolognese.

 

Qual è la mission di Realize Networks?

Essere un’opportunità per i talent ovvero chef, influencer e food-blogger per accrescere il loro potenziale. C’è una precisa strategia di comunicazione che dà valore alla qualità dei contenuti proposti e alla progettualità con cui accompagniamo i talenti ed è frutto della sinergia tra i vari dipartimenti: event & production, big event, sales, digital content, digital marketing, ufficio stampa & pr, e-commerce, hr, financial & legal.

 

Come sono cambiati i contratti che regolamentano questo settore?

Prima dei social l’attenzione era nel broadcast e nel contenuto mentre ora è nel personaggio, che è diventato un media e un brand influenzando la tv. Abbiamo un dipartimento che gestisce a 360 gradi gli aspetti amministrativi, fiscali e legali di ogni trattativa, sia televisiva che economica e personale. Abbiamo prodotto 28 standard ma ogni contratto, poi, viene personalizzato. Oltre a un legale in house ci affidiamo anche a professionisti esterni, nel nostro caso Pedersoli Studio Legale.

 

Qual è l’elemento che vi distingue dai competitor?
Non abbiamo clienti diretti, sia perché siamo specializzati in un unico settore sia perche abbiamo un modello di business che oltre all’asset puramente digital, sviluppa le potenzialità dei nostri clienti a 360 gradi. Spaziamo in vari ambiti, dall’editoria alla televisione, dalle vendite on line all’ e-learning.

 

Ci fa qualche esempio?

Abbiamo realizzato 367 eventi totali, 293 produzioni branded legate ai talent, 229 produzioni unbranded. Si tratta di progetti studiati ad hoc tra brand e talent: dalla consulenza all’idea creativa fino alla cura del progetto finale, che sia un evento – dal catering allo showcooking – o una produzione di contenuti – video, materiale social, foto, mini-serie web e libri. Organizziamo inoltre grandi eventi come quello celebrativo dei 70 anni di Costa Crociere.

 

Quali sono i principali obiettivi raggiunti nel 2019?
Nel 2019 il giro d’affari è cresciuto del 25%.  Sono sette i nuovi talent entrati a far parte della famiglia di Realize nell’ultimo anno e in generale abbiamo avuto un +15% nel giro di clienti.

Un altro risultato importante è il 38% di incremento nella realizzazione di progetti di branded entertainment e branded content destinati all’online. Qualche mese fa abbiamo, inoltre, lanciato Epifud, un marketplace dove trovare, divisi per singoli e-shop, i prodotti che meglio simboleggiano le identità di ciascun talent.

 

Ci fa qualche nome della ricca rosa di talent della Realize Networks?

Oltre al già citato chef pluristellato Barbieri, seguiamo la food blogger Chiara Maci; Marco Bianchi, food mentor e divulgatore scientifico per la Fondazione Umberto Veronesi; Damiano Carrara, pastry chef, imprenditore e giudice di Bake Off Italia; Benedetta Parodi.

 

Quali sono, al momento, i personaggi del food più importanti in tv?

Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Alessandro Borghese.

 

Non solo talent, quali progetti avete recentemente concluso?

Con Parmalat, Oricon – Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione; McDonald’s; Tempur; Moulinex; Sgambaro; Costa Crociere; Pandora.

 

Al mondo Realize Networks si è aggiunta Realize Academy…
Sì, è un’accademia votata al mondo digitale, che raccoglie una serie di masterclass di formazione di alto profilo, per tutti coloro che intendono acquisire competenze tecniche non solo nella comunicazione legata al food & beverage, ma anche per ampliare le conoscenze su tutte le più specifiche competenze dai talent di Realize.

 

Cioè?
Un “polo” di alta formazione professionale in cui le nostre web star danno una mano a chi vuole rafforzare l’expertise. Abbiamo iniziato con una masterclass b2b tenuta da Marco Bianchi, la prossima, invece, sarà b2c.

 

Seguite anche molti influencer…

Al giorno d’oggi ognuno ha la possibilità di crearsi un personal brand e guadagnarci dei soldi. Gli influencer nel mondo valgono…

 

CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA SUL MAG 135 (A PAG.163).

 

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