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mercoledì 21 ago 2019
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Mele: in Europa produzione in calo del 20% a causa dei Paesi dell’Est

Mele: in Europa produzione in calo del 20% a causa dei Paesi dell’Est

Per l’Italia si stima una produzione di quasi 2,2 milioni di tonnellate. La Polonia, invece, con una riduzione del raccolto del 44%, registrerà 2,7 milioni di tonnellate.

 

A Prognosfruit, la conferenza annuale dei produttori melicoli riuniti al Castello di Alden Biesen, in Belgio, sono state diffuse le stime di produzione di mele in Europa per il 2019. Per l’anno in corso è  previsto un raccolto di 10,6 milioni di tonnellate nel vecchio continente con un calo del 20% rispetto al dato record del 2018. La flessione è data principalmente dalle scarse performance di Polonia e, in generale, dei Paesi produttori dell’Europa orientale, pesantemente influenzati dalle gravi gelate.

Il volume di mele disponibile nella zona comunitaria, stimato alla fine di luglio, potrebbe essere tra i più bassi degli ultimi anni (escludendo ovviamente il 2017). In generale, per la quasi totalità dei paesi produttori, ci si attende calibri inferiori alla media.

 

Per l’Italia, invece, si stima una produzione di circa 2,2 milioni di tonnellate, in linea con la media 2014 – 2018.  Gli andamenti sono differenti a seconda delle aree produttive: calo dell’8% in Trentino, che lo scorso aveva fatto registrare il raccolto più alto di sempre. Per l‘Alto Adige si stima invece una produzione  in linea con quella del 2018. Si stabilizza sulla cifra dello scorso anno anche il raccolto del Piemonte, ormai la seconda regione per produzione, mentre leggero ribasso in Emilia Romagna e del Friuli.

La Polonia prevede una riduzione del raccolto del 44% rispetto allo scorso anno con una produzione stimata a 2, 7 milioni di tonnellate, inferiore al 2017. Perdono fette consistenti di produzione anche Ungheria, Romania e Croazia. Se in Austria e in Germania si aspettano cali del 22% e del 17% si stima un rialzo per la Francia (+12%) con un raccolto superiore a 1,6 milioni di tonnellate. Crescono anche Portogallo (+15%) e Spagna (+14%).

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