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giovedì 03 dic 2020
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Il momento d’oro degli integratori alimentari

Il momento d’oro degli integratori alimentari

di francesca corradi
Nonostante la pandemia mondiale e gli effetti economici devastanti alcuni settori registrano segnali positivi.
Uno di questi è senz’altro quello degli integratori alimentari che, facendo un gioco di parole, sembra essere immune alla crisi.

A confermarlo è un’analisi congiunta di Integratori Italia – Unione Italiana Food, che ha elaborato i dati di New Line Ricerche di Mercato, e Avedisco.

In un mercato che vale 3,3 miliardi di euro al consumo, in Italia, complice l’autunno e il periodo le vendite sono accelerate: dai canali distributivi di farmacia e parafarmacia – che detengono quasi l’84% del valore complessivo – alla gdo, sempre più importante e che sta, nel suo piccolo, godendo di questo boom.

Secondo i dati Avedisco, relativi all’operato di 19 aziende associate che distribuiscono integratori alimentari, nel 2019 il settore si è mantenuto stabile. L’occupazione, però, è cresciuta e gli incaricati alla vendita hanno raggiunto quota 246mila.

L’isolamento forzato e lo stress psico-fisico connesso hanno portato però dei cambiamenti nei consumi. Se, negli anni scorsi, erano i probiotici e i sali minerali le classi più vendute, il 2020 è nel segno delle vitamine – quasi +30% – degli integratori per aiutare il riposo notturno e il rafforzamento del sistema immunitario. Il boom dei multivitaminici ha riguardato, invece, la gdo, con un +5,7%.

Curioso è pensare come sia proprio il nostro Paese, con la dieta mediterranea invidiata da tutti, il primo mercato per volumi di vendita degli integratori alimentari.

L’utilizzo coinvolge 32 milioni di italiani, pari al 65% della popolazione adulta, secondo il centro studi FederSalus. Ossessione o vero bisogno?

Sta di fatto che, in Italia, ci sono ancora grandi margini di crescita nel comparto. Non a caso, alcune aziende lungimiranti hanno deciso di diverisificare il business mettendo a segno investimenti e acquisizioni, soprattutto negli ultimi mesi. Ne sono un esempio Valsoia, il cui obiettivo è sviluppare i consumi nel retail moderno raggiungendo 10 milioni di euro in tre anni, e Bonifiche Ferraresi, che ha acquisito il 35% di Matt.

Anche i player del settore non sono stati a guardare investendo in ricerca e nuove linee produttive, una su tutte Labomar con un business che cresce a doppia cifra e, nel primo semestre 2020, ha superato i 33 milioni di euro.

Quale sarà la prossima azienda a puntare sul settore?

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