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giovedì 18 lug 2019
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Giovanni Cuocci finalista al Basque Culinary World Prize

Giovanni Cuocci finalista al Basque Culinary World Prize

Il Basque Culinary Center riaccende i riflettori sull’operato di chef etici, tra questi anche Giovanni Cuocci. La premiazione si terrà a San Francisco.

C’è anche un cuoco italiano tra i dieci finalisti del Basque Culinary World Prize, che ogni estate premia i protagonisti del  mondo della ristorazione che trasformano la cucina in un motore di cambiamento sociale. Un anno fa la cerimonia di premiazione del Basque Culinary Center di San Sebastian si era svolta proprio a Modena, e aveva visto trionfare Jock Zonfrillo (come raccontato da foodcommunity.it).

Lo chef modenese in competizione per il premio è Giovanni Cuocci, alla guida della fattoria-ristorante La Lanterna di Diogene situata in via Argine 20, a Solara di Bomporto. La realtà modenese valorizza il lavoro di persone con disabilità intellettiva, coinvolte nella riscoperta della terra e del lavoro artigianale e consapevole. Il progetto si è costituito in cooperativa sociale nel 2003, concentrando in fattoria allevamento di animali (galline, maiali, pecore, capre) e coltivazione di ortaggi e alberi da frutta, oltre a un vigneto di Trebbiano per la produzione di aceto balsamico tradizionale di Modena.

“Il lavoro si costruisce giorno per giorno insieme ai ragazzi con disabilità – sindrome di down, psicosi, paralisi cerebrale infantile – e alimenta anche la cucina dell’osteria, inaugurata nel 2006. La cucina è quella semplice della tradizione emiliana, che va alla ricerca delle origini per offrire ai clienti un luogo familiare, dove si sta bene insieme. E proprio il valore dell’inclusione è la chiave di volta del nostro impegno. Vivo la cucina come un modo per prendermi cura del territorio e delle persone che lo circondano”, spiega Giovanni Cuocci nella motivazione ufficiale della sua candidatura.

Oltre a Cuocci competono per la vittoria cuochi:Virgilio Martinez e Anthony Myint, il danese Lars Williams, ex direttore del Nordic Food Lab, la malese Siew-Chinn Chin, che in America promuove un programma di educazione alimentare contro il cibo da fast food, lo spagnolo Xanty Elias. E ancora il guru inglese della cucina del riciclo Douglas McMaster, il panamense Mario Castrellon, impegnato a sostenere il commercio equo e solidale nelle comunità caffearie, la messicana di stanza a Philadelphia Cristina Martinez (la sua storia in una puntata di Chef’s Table, su Netflix).

L’edizione 2019 conferma la vocazione itinerante della manifestazione, che il 16 luglio si sposterà a San Francisco per celebrare il vincitore del premio in palio, 100mila euro da investire a sostegno di un progetto solidale. Madrina dell’evento sarà Dominique Crenn, che decreteranno il vincitore tra i 10 finalisti scelti dal Comitato Tecnico del concorso a partire dalla 230 candidature pervenute da 42 Paesi.

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