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mercoledì 23 ott 2019
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Bon Wei, un viaggio nella cucina regionale cinese

Bon Wei, un viaggio nella cucina regionale cinese

Conosciuta in Italia per il suo involtino primavera e il maiale in agrodolce, la cucina cinese, quella vera, è molto di più e lo dimostra Bon Wei.

di francesca corradi

Dall’immaginario collettivo del classico riso alla cantonese da asporto a una proposta gourmet. La missione di Yike Weng (oggi titolare di Dim Sum) e Chiara Wang Pei, proseguita da chef Zhang Guoqing e Zhang Le, titolari del ristorante milanese Bon Wei, è proprio quella di far scoprire il lato gastronomico autentico cinese, specchio della varietà culturale del Paese.

Niente draghi o decorazioni folkloristiche e kitsch alle pareti, per il locale di via Castelvetro l’architetto Carlo Samarati nove anni fa è riuscito a ricreare un ambiente sobrio ed elegante, la giusta espressione di una Cina contemporanea.

 

Andrea Mariani ©A13 Studio www.a13studio.com

Storia, leggende e tradizioni sono alla base di un percorso culinario studiato ad hoc per spiegare la varietà dei piatti facendo riferimento alle otto regioni gastronomiche della Badacaixi, ciascuna con le proprie ricette tradizionali al pari delle nostre. Iniziato prima di Expo e in collaborazione con la Fondazione Italia Cina, il viaggio nella Cina del gusto di Bon Wei parte dal Guangdong (la regione di Canton), e continua con Sichuan, Fujian e Shandong. Il percorso fa tappa anche in Hunan e Anhui, Jiangsu (la regione di Shanghai) concludendosi con lo Zhejiang.

Oggi in carta, da Bon Wei, sono infatti presenti 24 piatti regionali che completano il menù classico. Una ricerca di sapori premiata dalle principali guide, Michelin compresa.

Dietro i fornelli c’è Zhang Guoqing, approdato in Italia nel 1989. A lui va il merito di essere stato uno dei prima a diffondere un’altra idea di cucina cinese nel Bel Paese, prima con un ristorante di proprietà, il “Singapore” a Padova, e ora da Bon Wei insieme al figlio Zhang Le.

 

Andrea Mariani ©A13 Studio www.a13studio.com

 

Il pranzo si apre con una tazza di tè verde bio Long Jing “Puits du Dragon”, bevuto anche alla corte imperiale di Hangzhou e perfetto per accompagnare l’intero percorso. Alla zuppa a base di vongole e zenzero seguono i lamian, i noodles fatti della vera cucina imperiale cinese. In carta c’è anche il “pollo del mendicante” (Jiaohuaji), una ricetta tradizionale della zona costiera affacciata sul Mar Cinese Orientale in cui la carne bianca è avvolta in foglie d’alloro e cotta sul fuoco. Per gli amanti dei sapori più forti c’è invece la dong po rou, una succulenta pancia di maiale. Come conclusione del pasto il ristorante suggerisce delle polpette di riso, nella versione al vapore ricoperte di polvere di cocco e un morbido ripieno o in quella fritta con sesamo nero, arachidi e scorza d’arancia.

Prezzi
A partire da 50 euro (bevande escluse)

Indirizzo
Via Castelvetro, 16/18 – 20154 Milano
http://www.bon-wei.it/

Articolo estratto dal MAG 120 a pagina 150.

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