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venerdì 06 dic 2019
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Bindocci è il nuovo presidente del Consorzio del Brunello

Bindocci è il nuovo presidente del Consorzio del Brunello

Giacomo Bartolommei, Stefano Cinelli e Riccardo Talenti i tre vicepresidenti. Il consorzio nel 2018 ha prodotto otto milioni di bottiglie di Brunello e 4,5 milioni di Rosso, per un giro di affari di 160 milioni di euro.

Il consiglio di amministrazione ha eletto Fabrizio Bindocci (nella foto) alla guida del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Bindocci resterà in carica fino al 2021. Il consiglio ha inoltre eletto i tre vicepresidenti: il 28enne dell’azienda Caprili Giacomo Bartolommei, con delega al bilancio; il 63enne alla guida della Fattoria dei Barbi Stefano Cinelli, che guiderà la commissione Rapporti Istituzionali; il 40enne Riccardo Talenti, proprietario dell’omonima azienda, che guiderà quella della promozione. Elisa Fanti della Tenuta Fanti sarà invece la responsabile della commissione tecnica.

Fabrizio Bindocci, 64 anni, dal 1999 è il direttore generale dell’azienda Il Poggione della famiglia Franceschi, azienda per la quale lavora fino dal 1976, una delle tenute storiche della terra del Brunello. Già vicepresidente durante il primo mandato di Filippo Fanti (1998 – 2000), ha ricoperto la carica di Presidente dal giugno 2012 (subentrando ad Ezio Rivella, dimissionario per motivi personali) sino al 2016, essendo stato riconfermato come Presidente nel 2013. Dal gennaio 2018 ha guidato in qualità di Presidente la neonata della “Fondazione Territoriale Brunello di Montalcino”.

L’export del vino Brunello di Montalcino si conferma al 70% della produzione totale, con gli Usa in testa alla “classifica”, seguiti da Europa, mercati asiatici, Canada e centro e sud America.

“Il Brunello vuole essere il simbolo della grandezza della viticoltura italiana, e questo è l’unico progetto di questa presidenza – sottolinea Bindocci –. È un progetto ambizioso, che vuole mettere insieme qualità, prestigio, mito e un gruppo straordinario di viticoltori per scalare i vertici mondiali. Noi crediamo che i tempi siano maturi, il vino italiano deve crescere e il Brunello vuole essere un protagonista –prosegue Bindocci –. Il Consorzio potrà sempre più svolgere oltre al ruolo di “gestore della denominazione” quello di vera e propria “agenzia di sviluppo territoriale e di “catalizzatore di energie” produttive e promozionali”.

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