Ambienta investe nella vicentina The Bridge
Ambienta SGR, asset manager europeo pioniere negli investimenti focalizzati sulla sostenibilità ambientale, ha acquisito una quota di maggioranza in The Bridge, società specializzata nello sviluppo e nella produzione di bevande e yogurt vegetali. La famiglia fondatrice Negro Marcigaglia reinvestirà al fianco di Ambienta e continuerà a svolgere un ruolo chiave nello sviluppo della società.
Gli advisor
Fineurop Soditic è stata debt advisor per il fondo acquirente, con un team composto da Umberto Zanuso (senior partner), Francesco Panizza (partner), Alessandro Anaclerio (senior associate), Matteo Brancaleoni (senior associate) e Giulio Angelini (senior analyst).
La famiglia Negro Marcigaglia è stata assistita dall’advisor finanziario Livingstone Partners, con un team composto da Luca Maccagnani Castelli (managing partner), Emily Favaretto (associate director) e Lorenzo Francini (associate).
Ambienta SGR, con un investment team guidato da Francesco Lodrini (partner), Andrea Florio (investment director) e Flavia Cambiaso (investment associate), è stata assistita da Spayne Lindsay & Co. in qualità di advisor M&A, con un team composto da Patrizio Finicelli (partner), Ludovica Rausa (analyst) e Stefano Vizioli (analyst).
Finerre ha svolto il ruolo di co-advisor M&A nell’operazione, supportando Ambienta con un team guidato dal founding partner Ermanno Restano, Ruben Brettagna e Matteo Biroli.
BCG ha invece supportato Ambienta nella business e commercial due diligence, con un team guidato da Dario De Sanctis (managing director & partner), Elisa Crotti (managing director & partner), Elena Simonetti (principal), Luisa Balbo Di Vinadio (senior associate) e Matteo Vivacqua (associate).
ADVANT Nctm ha assistito Ambienta con un team composto dal partner Pietro Zanoni con Francesco Loizzi, managing associate, per i profili corporate/M&A, e dal partner Roberto de Nardis di Prata con Roberta Ferrario, senior associate, e Paolo Porena, managing associate, per gli aspetti bancari e finanziari connessi all’operazione; i profili lavoristici sono stati seguiti dalla partner Roberta Russo e dalla managing associate Chiara Oggioni, mentre il counsel Francesco Mazzocchi con Glenda Legnani, associate, hanno curato i profili antitrust.
Baker McKenzie ha assistito i venditori con un team guidato dal partner Paolo Ghiglione, coadiuvato, per i profili M&A, dalla counsel Chiara Marinozzi e dall’associate Ginevra Nuti, per gli aspetti golden power dalla counsel Federica Longo, mentre la senior counsel Alessia Raimondo si è occupata dei profili lavoristici.
I dettagli
Fondata nel 1994 e con sede a San Pietro Mussolino (Vicenza), The Bridge sviluppa e produce bevande, yogurt e altri prodotti alimentari a base vegetale. La società è stata tra i primi operatori ad aver fatto ingresso nel settore, e si è distinta per un approccio basato su alta qualità, etichette corte e forti capacità di innovazione prodotto. La produzione è totalmente internalizzata ed integrata, a copertura dell’intero processo manufatturiero dall’estrazione della materia prima, al trattamento UHT, fino al confezionamento finale: un modello che consente alla società di operare con flessibilità in risposta alle esigenze di una clientela diversificata. The Bridge distribuisce i propri prodotti su vari mercati esteri, generando l’80% del fatturato fuori dall’Italia, sia attraverso il proprio marchio sia a marchio di terzi.
Il mercato europeo delle alternative vegetali ai prodotti lattiero-caseari vale 4,3 miliardi di euro e mostra interessanti tassi di crescita, guidati dall’evoluzione delle preferenze dei consumatori verso diete più salutari e attente alla sostenibilità. Ambienta studia il settore dei prodotti plant-based dal 2017, riconoscendone il chiaro contributo ambientale.
Il settore agrifood è responsabile per circa il 30% delle emissioni globali di gas serra (GHG), di cui circa il 60% è riconducibile alla produzione di alimenti di origine animale, inclusi mangimi, allevamento e uso del suolo. In particolare, il latte vaccino ha un impatto ambientale per litro significativamente superiore rispetto alle alternative vegetali: genera circa 3 volte più emissioni, richiede fino a 13 volte più acqua e utilizza circa 10 volte più suolo. La sostituzione dei latticini tradizionali con alternative vegetali consente quindi di ridurre in maniera rilevante le emissioni, il consumo di risorse idriche e l’uso del suolo, generando benefici significativi per l’ambiente.
In un mercato relativamente giovane e frammentato, The Bridge è ben posizionata per espandere ulteriormente la propria attività in ambito domestico e internazionale, sia organicamente che attraverso acquisizioni mirate. Ambienta affiancherà la società in un percorso di crescita volto a rendere The Bridge uno degli operatori di riferimento nel settore, mettendo a disposizione la propria esperienza nel supporto alle aziende imprenditoriali per accelerarne i percorsi di crescita.