Sei pizzerie italiane ottengono il certificato “ospitalità nel mondo” che tutela il made in Italy

A Stoccolma e a Hong Kong 6 pizzerie italiane hanno ottenuto il certificato “Ospitalità Italiana nel mondo”, promosso da Unioncamere e Isnart (Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche) e votato alla salvaguardia del made in Italy nel globo.

Il progetto Ospitalità Italiana nel mondo è nato negli anni ‘90 per identificare e valorizzare le strutture ristorative e turistiche nazionali che hanno posto a fondamento della propria attività la qualità del servizio e la tutela dell’autentico Made in Italy. Nel 2009 il progetto ha assunto una dimensione internazionale ampliando il suo raggio d’azione alla diffusione e tutela del vero made in Italy nel settore ristorativo, rivolgendosi prima alla ristorazione e alla gelateria artigianale e ora anche alle pizzerie.

Cinque delle pizzerie premiate si trovano a Stoccolma, La Piazza Eataly, Capri Due Bakficka, Meno Male, Primo Ciao Ciao e Magari, e una a Hong Kong, PALA HK, tutte le candidature sono state proposte dalle rispettive Camere di commercio italiane all’estero.

In lista d’attesa per la disamina dei requisiti ci sono pizzerie italiane in Brasile (Belo Horizonte), USA (Chicago), Corea del Sud (Seoul e Goyang) e Svizzera (Zurigo e Ginevra), a dimostrazione del forte interesse che l’iniziativa sta riscuotendo nelle comunità degli imprenditori italiani all’estero.

Il riconoscimento è stato assegnato dalla segreteria tecnica di valutazione, alla quale oltre agli esperti di Isnart hanno partecipato Unioncamere, Assocamerestero, Agroqualita/Rina, Fipe e lo Chef Stefano Callegari che, presente già dalle fasi di redazione del disciplinare, ha apportato un fondamentale contributo tecnico per la valutazione dell’idoneità dei candidati.

Le pizzerie italiane all’estero hanno ottenuto la certificazione Ospitalità Italiana in base a un disciplinare che prevede rigorosi criteri di “italianità” tra i quali: professionalità dei pizzaioli, servizio offerto, utilizzo di prodotti DOP e IGP, attenzione all’utilizzo della lingua italiana per la comunicazione dei prodotti utilizzati nei menu, elementi di arredo e design che richiamino l’Italia e i suoi territori, inserimento della pizzeria in guide internazionali e nazionali, capacità di comunicare l’identità e la distintività italiane.

Fondamento dell’assegnazione del marchio Ospitalità Italiana per le pizzerie italiane nel mondo è il puntuale riscontro dei criteri previsti dall’apposito disciplinare concepito per verificare l’intero processo: dal controllo della provenienza degli ingredienti base delle ricette, con particolare attenzione a quelli a denominazione protetta, alla verifica della ricetta utilizzata per la preparazione della pizza, senza dimenticare la formazione e l’esperienza professionale maturata in Italia o in strutture italiane del pizzaiolo. Attenzione dedicata anche alla composizione del menù, dove è obbligatoria la presenza di una delle due pizze tonde tipiche nazionali (la margherita e la marinara).

Il progetto Ospitalità Italiana ha infatti, tra gli altri fini, la tutela e la promozione dei prodotti agroalimentari italiani che, secondo i dati elaborati per Unioncamere dal Centro Studi Tagliacarne, solo nel primo trimestre del 2022 hanno fatto registrare esportazioni per oltre 11,7 miliardi di euro, con un incremento del 21,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ospitalità Italiana nel mondo è un progetto in espansione che ha coinvolto circa 2.200 ristoranti italiani e gelaterie in 60 nazioni, di cui 27 europee e 33 extraeuropee, oltre a 73 Camere di commercio italiane all’estero.

«Diamo un caloroso benvenuto alle prime 6 pizzerie certificate a cui contiamo di farne seguire numerose altre – afferma Roberto Di Vincenzo, presidente di Isnart – Ospitalità Italiana nel mondo vuole premiare la professionalità e l’impegno di chi ogni giorno lavora per portare avanti la tradizione della migliore ristorazione italiana e la salvaguardia dei prodotti Made in Italy secondo i principi del bello, buono e ben fatto. Certificare la qualità dell’enogastronomia italiana nel mondo significa anche combattere il fenomeno dell’italian sounding, una pratica scorretta che cerca di sfruttare e imitare la forza dei prodotti Made in Italy, in modo spesso fraudolento. Con l’intero sistema camerale e in particolare con le Camere di commercio italiane all’estero, alle quali va il nostro ringraziamento per il loro supporto fondamentale, Unioncamere e Isnart sono in prima fila per difendere, rafforzare e promuovere la cultura italiana dell’ospitalità e della convivialità».

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Letizia Ceriani

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