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sabato 15 dic 2018
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Riso Gallo, ancora un anno in volata

Riso Gallo, ancora un anno in volata

Un claim entrato nell’immaginario collettivo (“Chicchiricchi”) e il simbolo del gallo. Bastano questi due indizi per capire che stiamo parlando di Riso Gallo, tra le più antiche riserie europee con sede a Robbio Lomellina, nel cuore del Pavese, importante centro italiano per la coltivazione del riso.

Nata nel 1856 a Genova, l’azienda ha spento 160 candeline nel 2016, anno in cui Mario Preve ha passato il testimone ai quattro figli (la sesta generazione): Carlo Preve, attuale amministratore delegato, Eugenio, Emanuele e Riccardo.

Oggi Riso Gallo è al primo posto nel mercato italiano del riso ed è presente in 80 Paesi nel mondo dove viene esportato il 40% della produzione annuale. L’azienda conta su 133 dipendenti e un fatturato 2016 di 110 milioni di euro.

«Il 2017 è stato un anno positivo per noi e si è chiuso con una crescita di fatturato in volume e valore», afferma Marco Devasini (nella foto) direttore marketing di Riso Gallo. «Un risultato importante che è stato conseguito anche grazie alla performance dell’estero».

Si conferma, secondo i dati Nielsen, la posizione di leadership dell’azienda con il 20,6% di quota a valore nel mercato del riso confezionato. Il segmento dove la posizione di Riso Gallo è dominante è quello del parboiled (parzialmente bollito): qui l’incidenza, sempre in valore, è pari al 37,5%.

«I nostri mercati più importanti sono quelli europei e la nostra strategia punta sull’esportazione della tradizione made in Italy, dove la cultura del risotto è il valore aggiunto che l’Italia ha dato al riso, un concetto che cerchiamo di trasmettere da anni», aggiunge Devasini. Oltre all’Europa, l’azienda è presente negli Stati Uniti e punta anche al grande mercato cinese.

«Abbiamo iniziato questo percorso 15 anni fa e oggi siamo l’unico marchio di riso italiano veramente presente nella Gdo straniera». Rinnovamento e continuità sono gli “ingredienti” dello sviluppo di Riso Gallo, la cui strategia prevede sempre l’autofinanziamento (no alla quotazione in Borsa) mentre non sono escluse future acquisizioni.

LA STORIA SI FA INNOVAZIONE

Riso Gallo è un’azienda pionieristica non solo nella selezione delle sementi e nelle tecniche di produzione, ma anche nel marketing. È stata la prima a vendere il riso confezionato in scatola anziché in sacchi: geniale negli Anni 30-40 l’introduzione di packaging e labeling capaci per la prima volta di svecchiare il riso dal tradizionale “saio” (sacco di iuta) valorizzando il contenuto in nuove scatole più maneggevoli e con etichette immediate, dove l’antico simbolo del gallo (sinonimo di qualità extra) si è trasformato, con il tempo, in brand efficace.

Allo stesso modo, nei suoi 160 anni di storia l’impresa è sempre stata attenta a cogliere cambiamenti ed evoluzioni delle esigenze dei consumatori, innovando e diversificando la propria offerta. L’attuale gamma di prodotti comprende gallette, crackers e bevande vegetali, ideali per chi presenta intolleranze al glutine e predilige un’alimentazione sana.

«Negli ultimi anni l’azienda sta puntando in maniera sempre maggiore sui segmenti del mercato più dinamici come il benessere e i risi esotici», racconta Devasini. L’obiettivo dichiarato è quello di «intercettare nuove esigenze di consumo, infatti dopo le gallette e i crackers abbiamo presentato due bevande 100% vegetali, gluten free, senza lattosio e senza zuccheri aggiunti per abbracciare un target sempre più ampio di consumatori».

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