“Non era quello che auspicavamo ma è un risultato positivo perché abbiamo ottenuto la modifica della finalità della cassa che consente la reindustrializzazione del sito e l’attivazione del politiche attive che consente la rioccupazione dei lavoratori”. Lo afferma il segretario nazionale della Uila Uil, Pietro Pellegrini, al termine della riunione al ministero del Lavoro, il 5 febbraio, in cui è stata firmata la cassa integrazione per i lavoratori della Pernigotti. “Il nostro impegno nei prossimi mesi sarà monitorare l’avanzamento del piano dell’advisor perché si realizzino tutte le condizioni e si possa garantire un futuro allo stabilimento e ai lavoratori di Novi Ligure”, aggiunge Pellegrini.
La proprietà turca dell’azienda di cioccolato non cederà sul marchio e non stanzierà risorse per finanziare il ricollocamento dei lavoratori sul territorio. Il gruppo Toksoz ha manifestato invece la disponibilità ad affidare agli acquirenti dello stabilimento la produzione con contratti di fornitura a prezzi di mercato e a valutare riduzioni nel prezzo dell’immobile in base al numero di lavoratori riassunto.
Per la Pernigotti di Novi Ligure sarebbero arrivate già tre manifestazioni di interesse e altri quattro possibili investitori sono in attesa di effettuare un sopralluogo.