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mercoledì 13 nov 2019
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Olio evo: crescono gli acquisti in Italia, + 4%

Olio evo: crescono gli acquisti in Italia, + 4%

L’Italia ha il maggior numero di olio evo a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà in produzione.

L’olio d’oliva nazionale vale quasi 1,5 miliardi di euro di export nel mondo e rappresenta un’eccellenza a livello globale. Anche il consumo interno di olio evo (extravergine d’oliva) è in crescita con un +4% delle bottiglie vendute nei supermercati nel 2019. Questo in sintesi è quanto emerge da un’analisi di Unaprol, l’Unione nazionale produttori olivicoli, sulla base dei dati Ismea relativi al primo semestre del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

 

“Si tratta di una tendenza importante in una fase di ripresa delle produzioni dopo il crollo registrato nel 2018 – spiega il presidente di Unaprol David Granieri – adesso stanno arrivando gli olii extravergine di oliva della raccolta 2019 che si presenta di alta qualità in tutte le aree del Paese, dalla Sicilia alla Puglia, dalla Calabria alla Toscana, dall’Umbria al Veneto fino agli oli dei laghi lombardi per un totale di 315 milioni di tonnellate”.

 

“L’olio d’oliva nazionale – sottolinea Unaprol – rappresenta un’eccellenza a livello globale contando sul maggior numero di extravergini a denominazione in Europa (43 Dop e 4 Igp), un patrimonio di 250 milioni di piante e 533 varietà in produzione. Per questo – afferma Unaprol – al momento della scelta è importante leggere bene l’etichetta per verificare che sia olio d’oliva italiano”.

“Purtroppo – evidenzia Granieri – le frodi sono sempre in agguato, come quella sventata pochi giorni fa al porto di Palermo dove si stava tentando di far entrare dell’olio lampante non commestibile che per fortuna è stato bloccato prima che potesse essere taroccato e messo in commercio come extra vergine. In dieci anni le truffe sull’olio sono aumentate di oltre l’87% per questo – conclude Granieri – è fondamentale allargare i controlli sia per garantire la sicurezza dei consumatori sia per evitare che fondi e risorse vadano a realtà poco trasparenti o addirittura che hanno legami con ambienti criminali”.

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