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sabato 23 ott 2021
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Dati Ancit: mercato conserve ittiche supera i 2 miliardi nel 2020

Dati Ancit: mercato conserve ittiche supera i 2 miliardi nel 2020

Nel 2020, secondo i dati Ancit, il mercato italiano delle conserve ittiche ha superato i 2 miliardi di euro. Dati positivi per produzione, consumo ed export.

Secondo quanto riportato dall’ANSA in base ai dati Doxa 2021 di Ancit (Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare), il tonno in scatola, consumato dal 99% della popolazione, viene consumato per il 36% da un italiano su tre  2-3 volte a settimana.

I dati del 2020 parlano di un valore di mercato italiano di oltre 1,4 miliardi di euro, con una produzione nazionale di oltre 80.300 tonnellate e un consumo di oltre 160mila tonnellate (circa 2,67 chili pro capite).

Il trend in crescita è confermato anche da un’accelerazione nel semestre gennaio-giugno del 2021 (+13,5% in quantità) rispetto allo stesso periodo del 2020, che, confermato, porterebbe i quantitativi export sulle 35mila tonnellate con un incremento del valore del 10%.

Ancit, confrontando gli anni precedenti, osserva come «il tonno in scatola abbia conquistato le scelte del consumatore con una scala di crescita esponenziale e costante, in Italia e all’estero, Ue e non Ue. Comparando i dati con quelli del 2011, il valore di mercato nazionale del tonno in scatola è aumentato del 31,3%, la produzione italiana del 18%, il consumo pro capite del 17,4% e le importazioni del 12,5%, a conferma della vitalità del settore. Dati che confermano l’Italia come uno dei più importanti mercati al mondo per il consumo di questo alimento e come secondo produttore europeo, dopo la Spagna».

Il fatturato 2020 del comparto conserviero ittico – che comprende anche acciughe, sgombri, salmone in scatola, sardine – è di circa 405 milioni di euro, ma aggiungendo le specialità e il salmone affumicato, il valore totale supera i 2 miliardi.

Notevoli performances anche nell’export del tonno in scatola: «Negli ultimi dieci anni, i quantitativi di tonno in scatola spediti all’estero sono più che raddoppiati (+122%), raggiungendo un totale di 30.500 tonnellate per un valore di oltre 200 milioni di euro», ha sottolineato ancora l’Associazione.

Tra i principali acquirenti, in Europa primeggiano Germania, Grecia, Repubblica Ceca e Slovenia, mentre oltre i confini Ue, il Canada, beneficiario dell’accordo CETA, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi e Israele.

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