Bodrato, la cultura del cioccolato

La filiera si accorcia. Nel polo dolciario di Novi Ligure le migliori fave di cacao vengono trasformate in prodotti artigianali, di alta qualità. Il boero è il fiore all’occhiello dell’azienda.

di francesca corradi

Dalla bottega ai migliori punti vendita gourmet. A Novi Ligure, la tradizione del cioccolato piemontese incontra selezionate fave di cacao di tutto il mondo, grazie al progetto Bean to Bar, e si manifesta in decine di declinazioni, dalle più classiche a quelle ricercate e audaci. È un sottile gioco di equilibri quello dell’azienda Bodrato: nata nel 1943 a Genova e diventata famosa nel mondo intero anche grazie al suo boero. Confezioni e prodotti diventano un cult di

lusso e si posizionano nel segmento premium del cioccolato, destinati per l’80% al mercato interno. Sono più di 5mila i clienti dell’azienda novese: dai negozi specializzati alle gastronomie, dalle enoteche alle pasticcerie, fino ai grandi alberghi di lusso.

Il proprietario Fabio Bergaglio, rilevata l’azienda insieme alla sorella Paola Bergaglio (nella foto) vent’anni fa, racconta a MAG la storia del brand e la volontà di fare cultura intorno a cacao e cioccolato.

 

Chi è Bodrato?

Nasce a Genova, negli anni Quaranta, come autentica bottega artigianale di cioccolato. Lo stabilimento ora si trova a Novi Ligure, in una delle zone cardine della produzione dolciaria in Italia: un territorio unico che offre una qualità gastronomica invidiabile, una materia prima differenziata da cui ricavare i migliori prodotti. Oltre ai famosi vini Cortese di Gavi o il Dolcetto d’Ovada, spiccano le ciliegie destinate ai boeri e la nocciola piemontese igp che rende nocciolati e gianduiotti un prodotto di qualità superiore.

Il fiore all’occhiello è il boero…

La nostra punta di diamante, conosciuta e apprezzata a livello internazionale, è una ciliegia ricoperta da cioccolato fondente. È un procedimento lungo e accurato, che inizia nel mese di giugno quando le ciliegie vengono selezionate, pulite e immerse in una miscela grappa e alcol. La magia continua in settembre, quando i frutti vengono estratti di volta in volta, per la produzione giornaliera. Una volta asciugati, vengono immersi manualmente nello zucchero fondente. Una volta solidificato, le ciliegie sono ricoperte di cioccolato fondente e poi grigliate a mano: solo così il Boero ottiene quelle identificative onde sulla superficie. Nel frattempo all’interno di ogni frutto, lo zucchero inizia a estrarne l’alcol e a sciogliersi.

 

 

La grande svolta negli anni Duemila…

Vent’anni fa io e mia sorella Paola siamo subentrati in Bodrato, un’azienda che abbiamo conosciuto da bambini e che ci è sempre stata a cuore. Siamo nati e vissuti a Capriata d’Olba, in provincia di Alessandria, dove Luciano Bodrato, dopo aver fondato la bottega a Genova nel 1943, si è spostato a produrre praline. Quando il proprietario ha deciso di cedere l’attività per andare in pensione, abbiamo comprato l’azienda e trasferito la sede, nel fl014, a Novi Ligure. In realtà mia sorella e io avevamo intrapreso altre strade: Paola lavorava in un altro settore e io studiavo Scienze Politiche all’università. Ci siamo buttati in questa esperienza senza avere nessuna competenza nel settore, ma non avremmo mai lasciato morire l’azienda.

Qual è il suo ruolo?

Io personalmente mi occupo dello sviluppo dei nuovi prodotti, del marketing e di tutto ciò che concerne il commerciale.

 

A proposito di cioccolato, come si è evoluto il mercato negli anni?

C’è stata sicuramente una maggiore attenzione, da parte del consumatore, per prodotti a base di ingredienti di sempre maggiore qualità.

 

In cosa si distingue Bodrato nel panorama dolciario italiano?

Artigianalità, flessibilità, velocità nell’adeguarsi alle richieste del mercato. A questo si aggiunge anche un team giovane affidabile e propositivo che ci asseconda in tutte le nuove idee. Non da ultimo abbiamo un packaging distintivo, che permette di essere riconoscibili in tutto il mondo.

 

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