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mercoledì 22 nov 2017
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Vini italiani leader del mercato Usa con una quota del 32,4%

Vini italiani leader del mercato Usa con una quota del 32,4%

L’Italia si conferma il primo fornitore di vino degli Usa. Con una quota di mercato complessiva del 32,4%, un export che nel periodo gennaio-novembre 2016 ha raggiunto 1,65 miliardi di dollari ed è cresciuto del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il vino rappresenta la prima voce dell’export agroalimentare italiano e il 4% del totale del Made in Italy venduto nel mercato a Stelle e Strisce.

Questo lo scenario che emerge da “Italian Wines and the American Palate: Trends and Opportunities in the U.S. Market” la tavola rotonda tenutasi in occasione dell’inaugurazione di Vino 2017, alla presenza, tra gli altri, del Presidente dell’Agenzia Ice, Michele Scannavini, del direttore generale di Veronafiere e Vinitaly, Giovanni Mantovani, del console generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi e del ceo di Wine Opinions, John Gillespie.

Vino 2017, giunto alla sua sesta edizione, è considerato il più grande evento di tasting di vini italiani in America, che vede quest’anno la partecipazione di 110 espositori nelle due tappe di New York (5-6 febbraio) e Miami (7-8 febbraio). L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Vinitaly International e con la IEM – International Exhibition Management (impegnata nella tappa di Miami) e ha l’obiettivo principale di promuovere la qualita del vino italiano anche grazie a degustazioni e seminari tecnici di alto livello rivolti a giornalisti e influencer Usa.

Sebbene i numeri del vino italiano negli Usa siano positivi esistono ampi margini di miglioramento: basti pensare che attualmente quasi la metà delle importazioni di vino negli Usa è realizzato da soli 5 Stati (New York, California, Florida, Illinois e Texas) e che gli Stati Uniti sono il più grande mercato al mondo per il consumo di vino. A questo si aggiunge il forte interesse per i prodotti di qualità – il segmento oltre i 20 USD per bottiglia cresce di quasi il 12% – i vini rosati, biologici ed i vitigni autoctoni meno noti.

Quella di New York è la prima tappa di un più ampio piano di promozione del vino che verrà messo in atto nei prossimi anni sia negli Stati Uniti che in un altro Paese strategico, la Cina.

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