Sala: «Così Milano sarà la capitale del food»

di Gabriele Perrone

Dopo la settimana della moda e del design, Milano è pronta a diventare anche la capitale del food. Dal 4 all’11 maggio nel capoluogo lombardo è in programma la prima settimana di iniziative dedicate al settore agroalimentare. Un evento fortemente voluto dal sindaco Beppe Sala, ex commissario unico di Expo, che si è personalmente esposto per candidare Milano come città leader nel mondo per l’innovazione nel food.

Nel corso della Milano Food Week, inoltre, Sala consegnerà le chiavi della città all’ex presidente americano Barack Obama, ospite d’onore di Seeds&Chips, summit internazionale dedicato alla food innovation, di cui foodcommunity.it è media partner. In questa intervista a MAG, il sindaco spiega perché Milano ha le carte in regola per diventare non solo il centro del food business, ma anche di tutte le attività finanziarie e legali.

Milano capitale del food: cosa significa? In cosa si può tradurre?
Significa che Milano è una città aperta alle sperimentazioni e all’avanguardia anche sotto il profilo della produzione agroalimentare e dell’educazione a un’alimentazione corretta e sostenibile. Ecco che cosa significa, per me. A Milano tradizione gastronomica e innovazione si sposano in maniera nuova: dalla riscoperta del cibo da strada (lo street food) alle cucine stellate di chef italiani e stranieri che nella nostra città hanno scelto di aprire un loro ristorante…credo che la città stia vivendo un momento davvero prolifico e attraente anche da questo punto di vista.

Questo slancio e la volontà di restare centrale nelle dinamiche del food business sono il lascito di Expo 2015?
Il principale lascito di Expo 2015, sul fronte food, è l’impegno a combattere il disequilibrio nella distribuzione delle risorse alimentari nel mondo. Un impegno che è contenuto sia nella Carta di Milano sia nel Milan Urban Food Policy Pact che è stato sottoscritto con oltre cento città internazionali proprio nei giorni dell’Esposizione universale. L’Expo ha avuto, poi, anche il merito di mettere in luce i prodotti di eccellenza del territorio lombardo e nazionale, facendoli scoprire e apprezzare all’estero. E questo è, senza dubbio, un riconoscimento importante che, se valorizzato e capitalizzato, può guidare il food business in futuro.

Come nasce il progetto della food week?
La Milano Food Week nasce certamente dall’esperienza positiva di Expo e dall’impegno a promuovere una sana alimentazione e corretti stili di vita. Ciò che proponiamo dal 4 all’11 maggio è una settimana di incontri ed eventi diffusi in tutta la città, con l’obiettivo di animare il dibattito e offrire occasioni di riflessione, per far scoprire la cultura del gusto e della corretta nutrizione, anche attraverso momenti di svago, come degustazioni e showcooking.

Chi si deve sentire coinvolto dal progetto?
Direi che tutti, milanesi e turisti provenienti dall’Italia o dall’estero devono sentirsi parte di questa iniziativa. L’idea è di fare della Milano Food Week un appuntamento fisso nel calendario degli eventi della città, come già avviene con la Fashion week e la Design week. L’obiettivo è far accrescere sempre più l’attrattività di Milano, anche nel settore del food.

Finanza, moda, design, e ora cibo: sono mondi che secondo lei si possono parlare e possono fare sistema?
Senza dubbio. Fare rete è una delle doti su cui la nostra città può e deve fare sempre più affidamento. Trovare il giusto connubio e l’equilibrio tra questi mondi non è un’operazione semplice, ma neppure impossibile. Tra moda, design e cibo le affinità, sotto il profilo della creatività, sono molte e di grande valore. Il Fuori Salone e gli eventi legati alle settimane della moda ne hanno dato negli anni sempre più prova. Si tratta ora di alzare l’asticella e fare in modo che tale collaborazione prosegua in modo sempre più proficuo. Credo che le premesse perché ciò accada siano più che buone.

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