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giovedì 06 ago 2020
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Intesa Sanpaolo sostiene le Pmi dell’agroalimentare

Intesa Sanpaolo sostiene le Pmi dell’agroalimentare

Sostenere i progetti di crescita delle aziende, soprattutto quelle del settore agroalimentare, in filiere produttive di eccellenza. È questo l’obiettivo del Programma Sviluppo Filiere di Intesa Sanpaolo, che ha rilanciato il suo servizio in occasione della 56esima Borsa europea del commercio a Torino.

Attraverso il Programma, nato nel 2015, Intesa Sanpaolo ha messo a disposizione risorse finanziarie per circa 20 miliardi di euro. Oggi sono più di 300 le aziende capo-filiera che hanno aderito, distribuite in 20 settori di business, coinvolgendo 15 mila imprese fornitrici per un giro d’affari complessivo di circa 57 miliardi di euro.

Come ha spiegato Paola Rusconi (nella foto), responsabile settori imprese e filiere di Intesa Sanpaolo, le tre aree di intervento sono quelle di rischio, credito e offerta. Le aziende inserite nel Programma possono beneficiare di un accesso al credito più agevole, di condizioni economiche più favorevoli e di un’offerta commerciale dedicata.

In Italia il primo settore rappresentato all’interno del Programma è l’agroalimentare (28%) seguito dalla meccanica/metalmeccanica (23%) e dalla moda (12%).

Il Programma accompagna le imprese agricole nei percorsi di trasformazione e sviluppo, favorendone l’innovazione e l’internazionalizzazione. Nei primi otto mesi del 2016 Intesa Sanpaolo ha erogato più di 1,2 miliardi di euro di finanziamenti alle imprese agroalimentari.

Inoltre, grazie all’accordo siglato col ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Gruppo bancario ha reso disponibile un plafond di 6 miliardi di euro in tre anni per incentivare investimenti in innovazione, agevolare l’export e favorire interventi di formazione delle risorse delle aziende.

A conferma dell’attenzione del Gruppo per il settore food, Intesa Sanpaolo è stata official partner della 56esima Borsa europea del commercio a Torino, il più importante appuntamento annuale delle commodities agroalimentari internazionali che riunisce 38 borse merci di 12 nazioni, focalizzato sul settore cerealicolo.

Si tratta di un mercato mondiale che – hanno spiegato Claudio Bongiovanni, presidente della 56esima Borsa europea del commercio e dell’Associazione granaria di Torino, e Gilberto Grossi, presidente dell’Associazione granaria di Milano – produce 2,5 miliardi di tonnellate di cereali all’anno per un valore complessivo di oltre 500 miliardi di dollari.

 

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