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domenica 18 apr 2021
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Intesa Sanpaolo, nasce la direzione agribusiness

Intesa Sanpaolo, nasce la direzione agribusiness

Avrà sede a Pavia e sarà a servizio dei circa 80mila clienti della nuova realtà nata dall’integrazione di Intesa Sanpaolo e UBI Banca.

Nasce la nuova direzione agribusiness, il centro di eccellenza del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicato all’agricoltura. Punta a cogliere le potenzialità di uno dei settori produttivi più importanti del Paese e valorizzare il legame con i territori e le risorse provenienti dall’integrazione con UBI Banca.

La direzione – che rientra nella nuova configurazione della Divisione Banca dei Territori – avrà sede a Pavia e potrà contare su 85 filiali sul territorio nazionale e circa mile specialisti a servizio di circa 80 mila clienti.

Il network di agribusiness si concentrerà in particolare nelle aree a maggior vocazione agricola del Paese al fine di valorizzarne le peculiarità e le eccellenze e si rivolgerà alle imprese che operano nell’agricoltura, allevamento, silvicoltura e utilizzo delle aree forestali, pesca, acquacoltura e agriturismi, oltre alle aziende attive nella trasformazione e distribuzione della produzione agricola.

Alla guida della direzione è stato nominato Renzo Simonato, manager di lunga esperienza sviluppata all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il professionista ha ricoperto incarichi di responsabilità in diversi ambiti, tra cui la Direzione Regionale Veneto, Friuli Venezia-Giulia e Trentino Alto-Adige, da cui proviene.

L’impegno di Intesa Sanpaolo a supporto del mondo agricolo e agroalimentare è radicato nel gruppo. In particolare, il centro di Pavia si propone come interlocutore principale e qualificato per accompagnarne gli operatori in tutte le fasi dello sviluppo.

 

Da una ricerca della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo emerge che nel 2019 il sistema agroalimentare italiano ha generato un valore aggiunto di 64,8 miliardi di euro e ha occupato oltre 1,4 milioni di persone, con un peso sull’economia rispettivamente del 4% e del 5,5%.

L’agroalimentare vede l’Italia al terzo posto per valore aggiunto tra i grandi paesi europei.

In particolare, nell’agrifood italiano lavora il 9,2% dei lavoratori europei del settore. Questi sono distribuiti per circa due terzi nel primario e per circa un terzo nella trasformazione. L’agroalimentare è senz’altro un comparto strategico per l’Italia, in grado di crescere anche nei periodi di crisi. Il settore italiano è sostenuto da produzioni di maggiore qualità che esprimono un elevato valore aggiunto e spingono l’Italia ai vertici nel ranking internazionale.

“La nuova direzione vuole essere un modello di eccellenza a servizio dell’agricoltura […] – ha dichiarato Stefano Barrese, responsabile Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo -. Agribusiness è anche un segnale di vicinanza al territorio e alle sue eccellenze locali […].”

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