Guido Gobino presenta il secondo bilancio di sostenibilità

L’azienda torinese Guido Gobino fa cioccolato da più di cinquant’anni e quest’anno presenta il secondo bilancio di sostenibilità.

L’ingresso, nel 2021, del figlio Pietro Gobino ha portato alla creazione di un nuovo team dedicato alla sostenibilità aziendale. Uguaglianza di genere, dignità del lavoro, consumo e produzione responsabile, attenzione e rispetto dei fornitori di materie prime, risparmio ed efficienza: sono questi i concetti chiave alla base del bilancio.

Il bilancio

In questa seconda edizione viene definito un percorso chiaro per rendicontare e migliorare le prestazioni relative all’anno precedente. Tenendo ben presenti gli obiettivi preposti nel primo bilancio, sono stati definiti i traguardi raggiunti, elencando i lavori in corso e riorganizzando gli impegni per il futuro.

L’azienda ha scelto di dotarsi spontaneamente di questo documento allineandosi così agli bbiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, parte dell’agenda 2030 seguendo i modelli di grandi realtà che sono tenute a dichiarare le proprie prestazioni.

Non solo sostenibilità ambientale ma anche sociale: dal rapporto diretto con i fornitori, alle collaborazioni decennali coi produttori piemontesi delle nocciole, dalla ricerca di progetti a lungo termine con i coltivatori del cacao all’attenzione particolare per i collaboratori. Relazioni che si basano su rispetto, fiducia e affidabilità.

L’ingresso di Pietro Gobino in azienda (con una laurea in Food Science with Business presso l’Università di Reading in Inghilterra), oltre a rimarcare la sensibilità verso le tematiche ambientali, ha contribuito alla nascita del team di sostenibilità: sono state infatti investite risorse in formazione, consulenza e ricerca al fine di mantenere la redazione del bilancio interna all’azienda permettendo e garantendo così l’interazione costante con tutti gli altri reparti, tra cui ricerca e sviluppo, produzione, acquisti.

«Questo documento rappresenta il risultato di ciò che siamo oggi e gli obiettivi a cui aspiriamo ma è soprattutto uno strumento per la valutazione del nostro operato in termini di sostenibilità e che continueremo a redigere nei prossimi anni – afferma Guido Gobino (nella foto, tra i noccioleti) – Abbiamo voluto migliorare la rendicontazione e l’analisi delle nostre performance sostenibili ridefinendo i nostri impegni futuri.  Mi piace pensare di lavorare per realizzare i sogni delle generazioni passate senza pregiudicare quelli delle generazioni future».

Questa seconda edizione del bilancio rappresenta uno sviluppo naturale di quella precedente, implementata e migliorata sotto diversi aspetti: il riferimento tecnico-metodologico ai “Global Reporting Initiative” (GRI) che rappresentano i principali standard globali per la rendicontazione non finanziaria delle imprese; l’analisi della Carbon Footprint, che quantifica le emissioni totali di gas serra prodotte dall’organizzazione, con riferimento al Greenhouse Gas Protocol. La rendicontazione è stata estesa anche ai 6 punti vendita Le Botteghe per riportare un bilancio quanto più completo e realistico; il coinvolgimento di tutta la catena di approvvigionamento per definire i temi rilevanti per gli stakeholder interni ed esterni dell’azienda: dipendenti, clienti, fornitori, consulenti e partner strategici.

Le materie prime

In conformità ai requisiti GRI, l’analisi ha permesso di ottenere risultati importanti circa la qualità del prodotto: la scelta degli ingredienti rappresenta da sempre il primo passo per la produzione di un cioccolato di qualità attraverso la gestione della catena di fornitura. L’azienda predilige una filiera controllata e di prossimità, per l’88,5% di provenienza italiana: la nocciola si trasforma esclusivamente la varietà tonda gentile trilobata IGP, collaborando da decenni con i produttori locali; il latte proviene da filiera alpina piemontese, lo zucchero, che è da barbabietola e non da canna, ed è raccolto e lavorato in Italia. Il cacao è di origine certificata ed è coltivato col metodo agriforest, quindi il suo approvvigionamento prevede l’assenza di intermediari e il riconoscimento di un prezzo equo ai contadini.

Le emissioni

In merito alle emissioni, invece, sono stati quantificati i gas climalteranti prodotti nel 2021, per un totale di 2218,8 tonnellate di CO₂ equivalente mentre dal sistema di monitoraggio energetico emerge che: dal 2018 è previsto un piano di efficientamento energetico; il 98% dell’energia acquistata è “verde”, proveniente da fonti 100% rinnovabili e certificata con garanzia d’origine; sono presenti pannelli fotovoltaici a uso termoelettrico.

Il packaging

Dei materiali utilizzati, il 66% del packaging è composto da carta (di cui il 96% certificata FSC), il 10% da vetro e il 9% da plastica. Nel 2021 sono state impiegate 1,7 tonnellate di carta Tree Free, proveniente da colture rinnovabili quali cotone e bambù, sempre certificate FSC;

Il capitale umano è costituito per il 94% da dipendenti assunti a tempo indeterminato e il 68,5% è rappresentato da donne (+6% rispetto all’anno precedente).

Impatto sul territorio

Guido Gobino ha attivato collaborazioni con realtà locali, enti, associazioni, università e aderito a ricerche con lo scopo di tessere rapporti duratori con il territorio (ad esempio Casa Oz, Fondazione Slow Food per la tutela della biodiversità, Arsenale della pace Sermig di Torino, etc.).

Obiettivi futuri

Un focus anche sugli obiettivi che l’azienda intende raggiungere nel breve periodo. Tra questi:

  • Acquistare cacao e derivati 100% tracciabili
  • Ridurre e neutralizzare le principali fonti di emissione
  • Identificare un canale per la rivalorizzazione dei rifiuti, oltre al riciclo post consumo (oggi le bucce delle fave di cacao vengono ritirate e utilizzate da un’azienda agricola esterna che le impiega in agricoltura)
  • Progettare il recupero di vapore acqueo in esubero attualmente disperso in atmosfera
  • Aumentare la percentuale di fornitori che presentano riferimenti a tematiche Environmental, Social and Governance (ESG)
  • Prevedere ulteriori ore di formazione sulla sostenibilità per i dipendenti
  • Utilizzo di materiali sempre più rispettosi dell’ambiente, quindi, se plastica, che sia meno pvc e più riciclata, oppure, se carta, meno carta vergine e più carta tree free.
  • Valutare l’installazione di pannelli fotovoltaici anche per la produzione di energia elettrica
  • Iniziative per la mobilità interna: incentivare i dipendenti a utilizzare mezzi di trasporto sostenibili (oggi il 46%)
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Letizia Ceriani

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