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lunedì 14 ott 2019
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Gordini: “Milano capitale (del cibo e del vino). La rivoluzione è in mano ai trentenni”

Gordini: “Milano capitale (del cibo e del vino). La rivoluzione è in mano ai trentenni”

L’imprenditore Gordini è stato uno dei primi a investire in quella che definisce metropoli tascabile. La città ora detta le tendenze internazionali anche per il food&wine ed è “the place to invest” per i millennials protagonisti di una nuova economia.

 

Il 38enne Federico Gordini  (nella foto) è considerato il guru degli eventi milanesi. Un passato nella comunicazione e un presente nell’imprenditoria, lo hanno portato a puntare sul food ben prima che si potesse cominciare a parlare di “effetto Expo”.
Ora, con il format Milano Wine Week, seconda manifestazione di vino d’Italia, in programma dal 6 al 13 ottobre prossimi, vuol fare del capoluogo lombardo un grande palcoscenico internazionale per il mondo del vino, come è accaduto per la moda e il design.

 

A MAG Gordini ha raccontato il ruolo chiave di Milano per l’economia del Paese e anticipato come le generazioni degli anni Ottanta e Novanta cambieranno il volto dell’Italia investendo sulle relazioni e la condivisione di progetti e idee.

 

 

Gordini, quanto è importante Milano in questo momento?
È una città che è diventata una capitale che detta le tendenze a livello nazionale e internazionale. È il posto in cui vivere e investire.

 

Arrivare prima di altri è il suo leitmotiv. Sul capoluogo lombardo oggi scommettono in tanti. Facile farlo adesso, ma dieci anni fa lei è stato uno dei primi…
Sì, e non avevo ancora compiuto trent’anni. Vedo Milano come una piccola Manhattan: una città strategica e una metropoli tascabile che è collegata con il mondo e al tempo stesso con una grandiosa rete di infrastrutture interne che sta crescendo. Milano funziona perché è una piattaforma, ha un’awareness molto importante e in più dispone di una serie di luoghi dedicati agli eventi, spazi messi a reddito dedicati alla nostra industry che è difficile trovare altrove. È la palestra ideale per testare i nuovi format anche per la reattività della popolazione residente, i suoi cittadini, che per natura sono curiosi e aperti alle novità. Negli ultimi anni, soprattutto dal 2015 in poi, è diventata un grande palcoscenico internazionale grazie all’aumento esponenziale del turismo.

 

La città è diventata capitale italiana del food, com’è successo?
Prima dell’Expo il modello a cui rifarsi era quello di città come Barcellona, con i Giochi Olimpici del 1992, che ci hanno fatto comprendere come appuntamenti mondiali come questi, se ben organizzati, danno una scossa pazzesca alla città. Oggi possiamo dire di avere un modello Milano costruito da molti imprenditori che hanno scommesso sulla città. Una gran parte di questi imprenditori ha deciso di farlo investendo sul food e sulla ristorazione, contribuendo a rafforzare, insieme alla crescita della industry degli di settore, la nuova scena del food milanese.

 

Gian Marco Centinaio – ex ministro delle politiche agricole alimentari e forestali della Repubblica Italiana – e Federico Gordini

 

E anche la Milano Food Week ha dato il suo contributo…
L’idea del format si ispira al successo del Fuori Salone che è riuscito a mettere in evidenza la grande capacità della città di sapere fare sistema e creare una forte sinergia tra le parti in gioco. Siamo riusciti nel tempo a coinvolgere quartieri che neppure esistevano come ad esempio City Life. In dieci anni abbiamo condiviso il progetto con tantissimi interlocutori e siamo diventati un termometro della crescita del mondo del food e della cucina milanese e nazionale.

 

Quanto contano politica e relazioni nel suo lavoro?
Un tempo molte manifestazioni dipendevano in maniera essenziale dai contributi che provenivano dagli enti locali. Oggi la situazione è molto cambiata. Le manifestazioni dipendono dalla loro capacità di autofinanziarsi con il coinvolgimento di partner e investitori privati. Il rapporto con le istituzioni è ormai legato a dei rapporti di condivisione delle linee guida delle manifestazioni in modo di renderle funzionali agli obiettivi macro delle istituzioni stesse.

 

Cosa dovrebbero fare le istituzioni oggi?
Garantire un supporto e agevolare dal punto di vista burocratico le strutture private che realizzano eventi di grande impatto pubblico. A tale proposito siamo al corrente del fatto che il Comune di Milano sta costituendo un’agenzia che gestirà il brand “Milano” e i rapporti con i principali stakeholder del mondo della comunicazione e degli eventi sul modello della omologa agenzia di Londra.

 

Sala ha recentemente presentato il palinsesto degli eventi milanesi del 2020…
Attraverso Yes Milano il Comune di Milano ha comunicato alcune manifestazioni che riguarderanno la città, la maggior parte di queste organizzate da privati, come fa Lievita: appuntamenti che si tengono soprattutto in strada, nei parchi, nei giardini. Stiamo dialogando col Comune per fare in modo che anche la Milano Wine Week entri a pieno titolo nel palinsesto di Yes Milano.

 

CONTINUA A LEGGERE LA NOTIZIA A PAG. 139 DEL MAG 126 .

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