Dalla costola di Røst… nacque Bar Sandøy

*a cura di letizia ceriani

Sei anni dopo l’apertura del fratello maggiore Røst, idea vincente dell’imprenditore francese Hyppolyte Vautrin, a fine 2025 è sbarcato, alla porta accanto in Via Melzo, un nuovo piccolo progetto pensato per completare la proposta del locale che ad oggi continua a far innamorare i milanesi. Si chiama Bar Sandøy.

I nomi dei locali riprendono quelli di due piccole ma caratteristiche isole norvegesi, a evocare lo spiccato gusto nordico, e uno stile cucito su pesce, salse, e accostamenti spinti. All’arcipelago del gusto di Vautrin – che è patron anche di Kanpai, locale giapponese di recente apertura che porta in tavola piatti tradizionali ma rinnovati – si è unita pochi mesi fa questa adorabile enoteca specializzata in etichette naturali – ovviamente –appoggiata alla cucina e alle direttive di Røst, da poco affidate alla cuoca pantesca Erminia Valenza.

Da Sandøy la carta, o meglio la lavagna, è costruita in accompagnamento i calici ed è fatta di piattini sfiziosi, ben eseguiti, e molto funky. Seguendo i venti stagionali, le proposte, oltre a quelle divenute già signature, per la maggior parte sono cotte alla brace, e includono i mondi del pesce, della carne e dei vegetali. Il fil rouge: stuzzicare l’appetito divertendo.

Ogni giorno in carta qualche proposta di cicchetto – per noi al baccalà mantecato, con nocciole, finocchietto e mosto d’uva -, l’immancabile giardiniera, per un twist di acidità e di colore, il pan brioche con patè – ereditato da Røst – oltre a qualcosa di fritto, che male non fa. Assaggiamo prima le alici fritte, da pucciare nella loro salsa tartara – la leggerissima pastella elimina ogni senso di colpa – e le crocchette di prosciutto e formaggio – croccanti e golose, ma attenti a non ustionarvi.

Oltre ai bocconi, ci sono alcuni piatti veri e propri, stasera a maggioranza vegetariani. Non possiamo ovviamente non addentare una delle icone del locale, il toast, qui con prosciutto cotto affumicato ripassato alla brace, coleslaw – cavolo cappuccio e carote marinati con aceto – e maionese al limone fermentato, il tutto con una spolverata di erba cipollina. Introdotto questo inverno, il panino più virale del momento tornerà a breve con altre vesti.

Ci conquistano i finocchi confit alla brace con miso e nocciole tostate. L’affumicatura unita alla dolcezza del finocchio e all’agrodolce del miso crea un mix golosissimo.

Sorseggiamo un ottimo Martì Cuntrare – ottima cantina della Val Camonica – per metà Erbanno e per l’altra metà Barbera. Fresco e gustoso, contrasta bene il caldo torrido della settimana. E scaccia via di dosso la settimana.

Questa era la segnalazione di oggi. Vi auguriamo un buon weekend e una felice Festa della Repubblica.

*le tavole della legge

Letizia Ceriani

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