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mercoledì 14 nov 2018
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Cimice asiatica: Australia e Nuova Zelanda incrementano le difese

Cimice asiatica: Australia e Nuova Zelanda incrementano le difese

La cimice asiatica – Brown Marmorated Stink Bug (BMSB) – rappresenta un pericolo concreto per frutticoltura e orticoltura. Australia e Nuova Zelanda hanno deciso di correre ai ripari e incrementare le misure di biosicurezza per difendersi dall’insetto, imponendo l’obbligo di trattare preventivamente la maggior parte delle merci importate dall’Italia.

 

La cimice, avvistata per la prima volta in Italia sei anni fa, è arrivata nel Paese viaggiando con le merci provenienti dall’Asia (Cina e Giappone) e dagli Stati Uniti. Altamente polifaga ed estremamente resistente ai prodotti fitosanitari, è pericolosa soprattutto in estate quando colpisce diverse colture, come peschi, meli, peri, fagiolini, soia, kiwi e noccioli.

 

Le misure obbligatorie previste da Australia e Nuova Zelanda per la stagione 2018/2019 riguarderanno il trasporto via mare delle merci che partiranno dall’Italia nel periodo che va dal 1 settembre al 30 aprile. I due Paesi dell’Oceania hanno deciso di implementare le difese e di allinearsi quanto più possibile in modo da facilitare gli scambi commerciali ed evitare possibili contenziosi. Inoltre, entrambi stanno valutando di estendere tali precauzioni ad altri paesi oltre ai già interessati Italia e USA. Le misure obbligatorie sono ancora in fase di finalizzazione ma è noto che saranno introdotti standard minimi per i trattamenti BMSB e per i fornitori di trattamento, come si legge in una nota. Saranno inoltre accettati solo i certificati di trattamento provenienti da fornitori approvati e implementati i processi per impedire l’uso di certificati fraudolenti.

Ai fornitori di trattamento sarà inoltre richiesto di compilare un modulo che attesti il possesso di determinati requisiti prima di ricevere l’idoneità. In modo particolare dovranno provare di possedere le licenze e le qualifiche appropriate per eseguire i trattamenti, avere le attrezzature e i locali necessari per condurli e monitorarli in modo efficiente e disporre di sistemi e procedure per la gestione delle informazioni.

 

 

In Italia, il corretto trattamento fitosanitario degli imballaggi in legno, in conformità allo standard ISPM n. 15, è garantito dal marchio IPPC/FAO di cui Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) è Soggetto Gestore, dal 2005, attraverso il Comitato Tecnico Fitok.

“Occorre prestare massima attenzione e prevedere misure per fermare l’avanzata della BMSB e preservare la biodiversità – spiega Daniela Frattoloni, coordinatrice del Comitato Tecnico Fitok di Conlegno -. Adottare buone prassi per la mitigazione del rischio fitosanitario non è solo responsabilità dell’imballatore ma deve essere un tema comune a tutti gli operatori che concorrono a una spedizione internazionale. Il controllo delle aree di stoccaggio della merce e la pulizia dei containers sono alla base di un buon sistema di prevenzione del rischio fitosanitario”.

 

 

“È doveroso precisare però che l’imballaggio in generale, e quello in legno in particolare, non è veicolo di infestazione da parte della cimice e non si può in nessun modo ritenerlo responsabile della stessa – spiega Alessandro Rapone, Presidente IFA (Imprese Fumigatrici Associate) e membro del Comitato Tecnico FITOK -. Tuttavia alcuni tipi di imballaggio possono essere considerati dalla cimice asiatica un ottimo posto per lo svernamento; si consiglia quindi agli operatori, soprattutto in procinto di una spedizione imminente, di fare attenti controlli preventivi e adottare precisi accorgimenti”.

 

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