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martedì 30 nov 2021
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Assovini Sicilia a New York

Assovini sicilia

Assovini Sicilia a New York

Assovini Sicilia sbarca nella Grande Mela in collaborazione con Colangelo & Partners per far conoscere i vitigni meno conosciuti dell’isola.

Dai vini dell’estremo ponente siciliano all’Etna, dal Passito di Pantelleria alle varietà autoctone come il Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Perricone e Carricante. I due eventi, nella formula “ibrida”, in persona e in collegamento digitale coinvolgono undici cantine: Baglio di Pianetto, Di Giovanna, Donnafugata, Fazio, Gorghi Tondi, Mandrarossa, Planeta, Tasca d’Almerita, Tenuta Santo Spirito, Terra Costantino, Valle dell’Acate.

Il tema per la presentazione dei vini è Unveiling indigenous Sicilian varietals e le degustazioni si terranno nel ristorante italiano di Manhattan “Il Gattopardo”, un programma che rientra nell’azione OCM Promozione USA 2021.

Le dichiarazioni dei viticoltori

“Negli ultimi 20 anni, la Sicilia ha dimostrato di essere una delle regioni viticole più dinamiche d’Italia, grazie alla dedizione e all’impegno dei viticoltori siciliani” -afferma Laurent Bernard de la Gatinais, presidente di Assovini Sicilia.
“La nostra missione è quella di continuare a far conoscere il mondo del vino siciliano e le sue caratteristiche distintive, promuovere la viticoltura di qualità come espressione di un mosaico di territori, ciascuno legato ad aspetti e caratteristiche diverse “- conclude de la Gatinais.

“Siamo in una nuova fase, con consumi che abbracciano diversi momenti della giornata- commenta Lilly Fazio, vice-presidente di Assovini Sicilia e amministratore unico di Casa Vinicola Fazio. Noi possiamo intercettare questa domanda perché i nostri vini vivono la contemporaneità di un consumo sempre più evoluto che premia l’autenticità, ma anche la freschezza del frutto e la piacevolezza dei profumi dei nostri vitigni autoctoni”.

“I vitigni autoctoni sono nati e adattati alle condizioni ambientali e climatiche della Sicilia- commenta Alberto Tasca. Condizioni ambientali che nei secoli si sono modificate e inasprite con intensità estreme come quelle che si stanno vivendo oggi.
Per questo, le varietà autoctone sono più resilienti e adatte alla viticoltura sostenibile del futuro, perché intimamente legate al territorio”.

A rappresentare l’Etna sarà l’azienda Terra Costantino, che, sottolinea come “la ricchezza del territorio etneo e delle sue contrade fanno sì che la nostra identità come produttori si fondi inevitabilmente sulla sartorialità”.

Per Francesco Tiralongo, amministratore delegato di Baglio di Pianetto, “la sfida dei vitigni autoctoni biologici meno conosciuti è iniziata diversi anni fa e passa attraverso la ricerca ed il rispetto per il territorio. Valorizzare i vitigni autoctoni significa preservare l’eccellenza di un territorio vario e complesso come la Sicilia e rappresentarne la variopinta anima”.

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