Come si sta a Casa Cipriani

Postilla per il lettore. I più attenti di voi si saranno accorti che un paio di settimane fa abbiamo pubblicato la seconda edizione della nostra guida – che porta lo stesso nome della rubrica che ogni venerdì attendete trepidanti – che dall’anno scorso mappa i ristoranti segnalati dalla nostra community legale, sempre più appassionata e gourmand. Quest’anno troverete oltre 200 ristoranti in più, nuovi tête-à-tête con i nostri avvocati, e una rubrica nuova di pacca a tema vinesco. Non vi dico altro: correte a comprarla qui.

*di letizia ceriani

Prima regola del Club Cipriani: non si parla mai del Club Cipriani. Dal 2022 Palazzo Bernasconi – magnifico edificio in stile liberty situato di fronte ai Giardini di Palestro nel cuore del Quadrilatero della moda – ospita la sede milanese di Casa Cipriani, un anno dopo lo sbarco nella Grande Mela. Il format non cambia: l’esclusività come pilastro e criterio dell’ospitalità, il gusto raffinato in ogni dettaglio, accentuato dal legno alternato al colore blu, le pareti tappezzate di celebrità ed incontri, lo stile inconfondibile. È quest’aria che si respira se si ha la fortuna di varcare la soglia di questa destinazione, pensata come coccola per pochi. Ma stavolta mi faccio coccolare pure io.

Oggi pranziamo nella saletta privata, separata dall’ambiente del bar – che pare svilupparsi attorno al grande bancone beverage che affaccia sulla sala. Attorno, piccoli tavoli apparecchiati secondo un gusto distintamente casual. Una porta a vetri separa la stanza. Tre grandi tavoli ovali ricoperti da tovaglie bianche attendono di essere occupati.

Oggi, Casa Cipriani ci fa fare un piccolo viaggio al mare, lavorando la materia prima di alcuni brand ittici di Compagnia del Gusto Holding – piattaforma che ha in portafoglio marchi riconosciuti del food and beverage italiani – tra le ultime new entry, Krumiri e, lato vino, Cantine Romagnoli. E ora tuffiamoci.

Le danze si aprono con una degustazione di salmone norvegese di Fjord, marchio attivo dagli anni ’60 di proprietà di Agroittica Lombarda – quelli del caviale Calvisius per intenderci -, in più declinazioni: al naturale – selvaggio, sapido, tonico – e poi in versione sashimi con sesamo e pistacchio, entrambe estremamente morbide e dolci. Non possono mancare ovviamente piccoli bliny serviti caldi su cui spalmare dell’ottimo caviale. Pane e grissini della casa fanno da degno appetizer di questo primo giro. Ad accompagnare, un vino dealcolato – o quasi – di Arya, che lavora il metodo Charmat sulle colline del Prosecco, nel cuore di Conegliano. Una bella scoperta.

Le entrées non sono finite. La tavola viene nuovamente imbandita con alcuni piatti in condivisione. Un’insalata fresca di finocchi tagliati finissimi e conditi con una salsa all’avocado e scaglie di Parmigiano, un carpaccio di tonno “alla Cipriani”, servito al naturale – perché quando la materia prima è eccellente, ogni condimento è superfluo -, un frittino di calamari e gamberi da intingere in una sfiziosa salsa tartara servita a lato e, infine, un’insalata di piovra e gamberi delicatissima e di gran gusto.

Potremmo dirci già soddisfatti, ma ecco che arriva il piatto forte: la portata che tutti – sì, proprio tutti – stavamo aspettando. Ecco arrivare grandi pentole in alluminio colme di paccheri conditi con un sugo al branzino, con prezzemolo e pomodorini. Tutto giustissimo: la cottura al dente, la consistenza e la carne freschissima del branzino. Ora siamo davvero sazi. E invece no. Manca il dolce. Beviamo un altro sorso di Romagnoli Rosè e attendiamo i dessert.

Nel mentre, ci viene presentato anche l’ultimo vino che assaggeremo; si tratta di un vino di Domus Susak, di proprietà della famiglia Cosulich – socia fondatrice della holding – che in un’isola croata, appunto Sansego, imbottiglia un vino bianco le cui viti crescono sulla sabbia ma che viene poi prodotto in mare, cullato dalle onde dell’Adriatico. Lavoro manuale, cisterne in vetroresina. Nel nostro caso, è un vino fatto con Glera e un piccolo saldo di Moscato Giallo.

Accogliamo ancora più di buon grado le ultime note dolci della nostra coccola. Tre i dessert proposti: il famoso gelato alla vaniglia Cipriani – servito in grande quantità – da arricchire con crumble e gocce di cioccolato, una sacher torte eseguita alla perfezione e una scenografica e altissima torta a base di lemon curd – crema inglese al limone – pan di spagna, panna, sormontata da alte meringhe italiane fiammeggiate. Un regalo per occhi e palato.

*le tavole della legge

Letizia Ceriani

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