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martedì 03 ago 2021
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Packaging food, boom del fatturato per le alternative alla plastica

Packaging food, boom del fatturato per le alternative alla plastica

di francesca corradi

Dalle alghe marine alle miscele con fibre di legno, nanoclay e lignina, dalle bucce d’avena ai funghi, fino ai semi di cacao. Sono questi alcuni dei materiali green più innovativi utilizzati per la realizzazione delle confezioni alternative alla plastica. Si tratta di un mercato sempre più in crescita che si stima aumenterà a livello globale di 154 miliardi di dollari entro il 2028.

Questa tendenza non fa altro che dimostrare come innovazione e sostenibilità, di fatto, continuano a essere i filoni principali del futuro della gdo post pandemia. Si tratta sì di due strade parallele ma intrecciate nel caso dei packaging sostenibili. Il settore è in forte crescita e, come emerge da una ricerca pubblicata da Market Watch, raggiungerà un fatturato superiore a 413 miliardi di dollari, +60% del mercato entro il 2028.

L’attenzione è sempre più rilevante anche in Italia. Da un’indagine dell’Osservatorio GS1 Italy è infatti emerso come la quota dei pack riciclabili al 100% sia aumentata dello 0,6% nel corso del 2020. Questo boom economico è reso possibile anche da investimenti in ricerca e innovazione mirati a ottenere soluzioni alternative alla plastica.

Tra i materiali eco-friendly più innovativi utilizzati, individuati da Packaging World, ci sono proprio le alghe marine, studiate in India dal National Institute of Ocean Technology, alla miscela prodotta con fibra di legno, nanoclay e lignina dell’Università Aalto di Espoo in Finlandia, dalla carta riciclata, usata per eliminare circa 66 tonnellate di plastica l’anno, agli imballaggi realizzati con il sottoprodotto dei semi di cacao fino al sacchetto per il pane che incorpora bucce d’avena derivanti dal processo di macinazione del frumento.

La “rivoluzione verde” coinvolge anche le compresse di sapone vendute in confezioni senza involucro pensate per ridurre l’impatto ambientale attraverso il riutilizzo di contenitori ricaricabili. La plastica riciclata raccolta nell’oceano può, invece, fungere da elemento chiave nella creazione di spruzzatori igienizzanti.

Anche il cemento, con l’aggiunta di sabbia e acqua, fornisce la miscela ideale per la produzione di barattoli sostenibili. Il Malay Mail parla dei funghi come equivalenti compostabili del cartone in grado di ridurre del 90% le emissioni di carbonio rispetto alla plastica raggiungendo la completa decomposizione entro 90 giorni.

L’importanza del packaging eco-friendly è una tematica fortemente sentita anche dai millennial.

Su The Harvard Business Review è emerso come, ben il 65% dei giovani preferisca acquistare prodotti da brand che supportano la sostenibilità ambientale. Secondo un’altra indagine, questa volta pubblicata su Forbes, 9 leader su 10 sono consapevoli del fatto che i giovani consumatori tendono a criticare in maniera aspra le aziende che non si attivano sul rispetto per il pianeta. Il packaging sostenibile crea fiducia nei clienti e migliora la credibilità del marchio.

 

La sfida più grande per l’industria alimentare resta quindi quella di trovare soluzioni che garantiscano le attuali elevate performance della plastica in termini di conservazione dei prodotti, che siano adatte al contatto con gli alimenti e abbiano un ridotto impatto ambientale. Staremo vedere…

 

 

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