Tassa di soggiorno: a carico di chi?
*a cena con diritto
La tassa di soggiorno resta a carico dell’ospite, ma se non viene pagata è comunque il gestore della struttura a doverla versare al Comune, con relative sanzioni, e conseguente rivalsa. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 1527 del 25 gennaio 2026.
In pratica, per il Comune il primo referente è sempre l’albergatore: se manca il pagamento, l’ente può chiedere direttamente a lui sia l’imposta sia la sanzione, normalmente pari al 30% (ridotta al 25% per alcune violazioni dal mese di settembre 2024). Eventuali contestazioni si discutono davanti al giudice tributario e non alla Corte dei Conti.
Per chi gestisce hotel, Bed & Breakfast o affittacamere questo significa alcuni obblighi precisi: inviare la dichiarazione telematica ogni anno entro il 30 giugno e rispettare le regole fissate dal Comune. Se la dichiarazione non viene presentata o contiene errori, le sanzioni possono arrivare dal 100% al 200% dell’imposta dovuta.
La tassa di soggiorno può essere istituita solo da determinati Comuni, come capoluoghi o località turistiche riconosciute dalle Regioni ed è dovuta dagli ospiti che pernottano in tali strutture in misura proporzionale al costo del soggiorno, entro i limiti di legge.
*di alessandro klun