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giovedì 06 ago 2020
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Per la distribuzione flessione dei ricavi fino al 28%

Per la distribuzione flessione dei ricavi fino al 28%

Il rapporto The European House – Ambrosetti ha analizzato gli effetti della situazione di crisi attuale generata dal Covid-19 sui consumi, i ricavi, l’occupazione, gli investimenti e i costi della distribuzione food e non food.

L’emergenza Covid-19 rappresenta uno shock combinato di domanda e di offerta senza precedenti per l’economia italiana.

Dall’analisi di oltre 250mila bilanci di imprese del settore negli ultimi cinque anni, The European House – Ambrosetti stima che a fine 2020 i ricavi totali del settore della distribuzione diminuiranno tra il 20,5% e il 28,2%. I ricavi delle imprese della distribuzione alimentare subiranno un impatto più limitato rispetto al resto.

La riduzione dei ricavi avrà un impatto negativo rilevante sulle casse dello Stato. L’iva non riscossa potrà sfiorare i 32,9 miliardi di euro. Al mancato incasso si aggiungerà anche la perdita erariale per il mancato gettito sull’attività economica delle imprese del settore.

Lo studio mette in evidenza che la contrazione dei ricavi del settore della distribuzione avrà impatti occupazionali rilevanti. C’è una quota di occupati a rischio tra 220mila e 380mila unità.

Poiché più del 60% degli occupati del settore della distribuzione è donna e saranno proprio loro, inoltre, a subire un impatto maggiore.

“Se l’Italia vuole tornare a crescere deve, tra le altre cose, preoccuparsi di sostenere i consumi, che rappresentano il 60% del PIL – dichiara Valerio De Molli, Managing Partner & CEO, The European House – Ambrosetti -. Distribuzione alimentare e non alimentare sono un settore economico strategico per il futuro del Paese. Sono 542 miliardi di euro il fatturato generato e oltre 2,3 milioni di occupati”.

Con 9,8 miliardi di Euro investiti nel 2019 la distribuzione è il primo settore su 99 per investimenti in Italia– dichiara Claudio Gradara, Presidente di Federdistribuzione -. Non tutelare un settore strategico per gli investimenti sarebbe un autogol per la crescita e quindi per il futuro del Paese. Ed è per questo che chiediamo la giusta attenzione da parte del Governo”.

Scarica lo studio.

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