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domenica 15 set 2019
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Cresce del 10% l’export di prodotti bio made in Italy

Cresce del 10% l’export di prodotti bio made in Italy

Il biologico italiano oggi viene esportato principalmente in Europa: Francia e Germania  sono i principali mercati. Tra i Paesi terzi figurano invece gli Stati Uniti, il Giappone (6%) e la Cina (3%).

Nel 2018 l’export di prodotti bio made in Italy è cresciuto del 10%, superando i 2,2 miliardi di vendite. Questo, in sintesi, è quanto emerge dai dati Nomisma diffusi durante il Sana.

Secondo l’Osservatorio Sana 2019, le imprese italiane del bio hanno come principale sbocco l’Europa, che copre il 77% del fatturato estero realizzato nel 2018. I primi due mercati di destinazione Ue sono Francia (22%) e Germania (17%). Tra i Paesi extra Ue ci sono gli Stati Uniti, il Giappone (6%) e la Cina (3%).

I prodotti bio made in Italy sono apprezzati per: il buon rapporto qualità/prezzo (27%), la sicurezza (23%) e qualità organolettiche (20%). Sono considerati elementi di successo anche la reputazione associata ai brand delle nostre aziende (15%), la presenza di certificazioni aggiuntive e la capacità di offrire prodotti/ricette innovativi (5%).

 

I mercati di Giappone e Russia mostrano entrambi ampi margini di crescita rappresentando così una sfida interessante per il biologico italiano.

 

In Russia, nel 2017, salgono del +108% le superfici coltivate a biologico. Con superfici agricole assai ridotte, sebbene in crescita, il mercato del bio in Giappone è tuttavia più rilevante: 1,4 miliardi di euro (1,5% del mercato biologico globale), con un consumo annuale pro-capite (11 euro) che dimostra ampi margini di crescita.

“In Russia, circa 20 milioni di ettari incolti e del tutto incontaminati potrebbero essere coltivati a biologico”. Ad affermarlo – in apertura del convegno – è Andrey Volkov, Vice Presidente del Comitato per lo Sviluppo Agroindustriale della Camera di Commercio della Federazione Russa, che ha lanciato una vera e propria call to action. “Auspichiamo una proficua collaborazione con l’Italia per avviare una coltivazione biologica di grano: potremmo vendere la materia prima al vostro Paese e comprare da voi il prodotto finito, molto richiesto in Russia per il suo alto livello qualitativo”.

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