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mercoledì 20 nov 2019
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Il triplice piano di espansione Made in Eataly

Il triplice piano di espansione Made in Eataly

Il 2017 sarà l’anno della svolta per Eataly. L’azienda fondata da Oscar Farinetti (nella foto), specializzata nella vendita di generi alimentari italiani di alta qualità attraverso i suoi punti vendita sul territorio nazionale e all’estero, metterà in pratica quest’anno una triplice strategia di espansione.

In primo luogo è stata avviata l’apertura di nuovi store Eataly negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, un’operazione destinata a far salire il fatturato entro tre anni a circa 700 milioni di euro dagli attuali 400 milioni. Nella seconda metà dell’anno è invece prevista a Bologna l’inaugurazione di Fico-Fabbrica italiana contadina, il grande parco tematico dedicato alla biodiversità agroalimentare.

Infine Eataly – premiata al Save the brand 2016 organizzato da legalcommunity.it, financecommunity.it, inhousecommunity.it e foodcommunity.it – lavora con i soci di Tamburi Investment Partners al tanto atteso sbarco in Borsa, che dovrebbe concretizzarsi nel 2018.

Solo negli Stati Uniti gli investimenti per i nuovi negozi ammontano a circa 150 milioni di euro. Attraverso la partnership con il Batali & Bastianich Hospitality Group, Eataly ha aperto il suo secondo store a New York al World Trade Center e un altro al Prudential Center di Boston. Inoltre è già presente a Chicago e ha in programma nuove aperture a Las Vegas e Los Angeles.

«Il mercato statunitense è il più grande del mondo e il più curioso dei prodotti di eccellenza italiani», racconta a MAG Farinetti, che nel 2015 ha lasciato la guida dell’azienda ad Andrea Guerra, presidente esecutivo, e ai figli Nicola e Francesco, amministratori delegati assieme a Luca Baffigo. «Oggi per noi l’America è il secondo mercato domestico e vogliamo continuare a investire lì e nel resto del mondo».

In collaborazione con Coop, Eataly è anche sbarcata per la prima volta in Nord Europa con il nuovo punto vendita di Copenhagen presso il centro commerciale Illum, situato nel cuore della città danese, e altre aperture (dirette o in franchising) sono previste nei prossimi mesi a Trieste, Toronto, Doha e Mosca.

Il secondo grande progetto del 2017 è Fico Eataly World, una sorta di Disneyland del cibo di 80mila metri quadrati, la cui inaugurazione è prevista il 4 ottobre a Bologna. «L’obiettivo è creare un unico grande luogo dove milioni di italiani e di turisti stranieri possano apprezzare la meraviglia della biodiversità agroalimentare italiana, dalla terra al piatto, in quattro grandi momenti: l’agricoltura, la trasformazione, la vendita e la ristorazione», spiega Farinetti. «Non esiste un monumento mondiale visitabile dedicato alla complessità agroalimentare, vogliamo che sia un’attrazione al livello del Colosseo e dei grandi musei italiani».

Oltre a un ettaro di campi e allevamenti dimostrativi, ci sarà spazio per mercati e botteghe, 40 laboratori di trasformazione, 25 ristoranti, 10 aule per la didattica e la formazione, 4mila metri quadrati di padiglioni per eventi e iniziative culturali legate al cibo, più sei percorsi ispirati al rapporto tra l’uomo e gli elementi naturali. Il parco, che punta ad attrarre 6 milioni di visitatori l’anno da tutto il mondo con un giro d’affari annuo stimato in 80 milioni di euro, è considerato tra le maggiori eredità di Expo 2015.

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