BF-basic-newsletter

Newsletter 55 del 23/01/2018

Il ristorante del futuro? È aperto h24


di gabriele perrone

Secondo l’ultimo rapporto Fipe-Confcommercio, nel 2017 in Italia sono stati spesi 83 miliardi di euro per mangiare fuori casa (+3% rispetto all’anno scorso) e la ristorazione è il settore trainante della ripresa dei consumi.
 
Ma cosa significa “mangiare fuori”? Nella tradizionale cultura italiana, vuol dire sedersi al tavolo di un ristorante solo ai classici orari di pranzo e cena. Invece anche nel nostro Paese stanno prendendo piede nuove forme di ristorazione più “liquide” che coprono le diverse fasi della giornata, come già accade in altre grandi metropoli del mondo.
 
Dalla colazione al brunch, dalla merenda all’aperitivo, dalla cena al dopocena, l’offerta si può sviluppare e rimodulare in funzione di tutti questi momenti, permettendo al locale di lavorare (e incassare) nell’arco dell’intera giornata e ai clienti di usufruirne quando preferiscono. 
 
Le potenzialità per il business di chi lancia questo tipo di format (se ben fatto e con la necessaria attenzione ai costi di gestione) sono sicuramente maggiori rispetto a quelle di chi tiene aperto il proprio ristorante solo a pranzo e a cena.
 
Lo hanno capito chef come Niko Romito, Bruno Barbieri, Filippo La Mantia, Antonino Cannavacciuolo e Matias Perdomo, che hanno strutturato alcuni dei loro locali proprio con l’idea di farli “vivere” tutto il giorno. 
 
L’obiettivo è quello di andare incontro a una clientela sempre più internazionale che, a differenza di ciò a cui siamo abituati in Italia, mangia quando ha fame o quando vuole, senza avere in mente gli orari del pranzo e della cena. Una clientela che, per esempio, si aspetta di trovare aperto un ristorante anche in pieno pomeriggio. 
 
E anche gli italiani stessi oggi sono più propensi (o costretti da esigenze lavorative) a consumare pasti in orari diversi da quelli classici.
 
Qualcuno potrà gridare allo scandalo e all’attentato alla nostra tradizione gastronomica. In realtà si tratta di un’evoluzione della ristorazione stessa, che soprattutto in città come Milano e Roma si confronta sempre di più con clienti stranieri e con nuovi tipi di professionisti dagli orari flessibili. 
 
Ignorare questo cambiamento può essere controproducente per chi decide di fare imprenditoria nella ristorazione. Perché nella società del 2018 non è più accettabile sentirsi dire: “Spiacenti, la cucina è chiusa”.

Food

La ristorazione vale 83 miliardi e traina la ripresa

La ristorazione, con 41 miliardi di euro di valore aggiunto, è il settore trainante della filiera agroalimentare italiana, più importante di agricoltura e industria alimentare. E si qualifica come il terzo mercato in Europa, dopo Regno Unito e Spagna...



Le cucine

Niko Romito apre il nuovo Spazio a Roma

Il 27 gennaio apre al pubblico il nuovo Spazio Niko Romito di Roma, in Piazza Verdi 9E. Dopo i locali di Rivisondoli, Roma all'interno di Eataly Ostiense e Milano all'interno del Mercato del Duomo, Spazio apre nel quartiere Pinciano Parioli con un nu...

Bocuse adieu, è morto il creatore della nouvelle cuisine

La pasta Bertagni 1882 comprata dalla spagnola Ebro Foods

Da Simest 15 milioni per lo sviluppo di Granarolo all'estero

Riso Gallo, ancora un anno in volata

Clicca qui per annullare la sottoscrizione dalla nostra newsletter
LC srl - Via Morimondo 26 - 20143 Milano – Tel. 02 84243870 - C.F./P.IVA 07619210961 REA 1971432
Registro delle Imprese di Milano – Cap. Soc. Euro 10.000,00 i.v.