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Newsletter 54 del 16/01/2018

È il momento giusto per un ministero dell’Alimentazione


di gabriele perrone

Quando nel 2016 l’allora premier Matteo Renzi fissò il target dei 50 miliardi di export agroalimentare nel 2020, la cifra sembrava impossibile da raggiungere. Ma guardando le ultime stime di Coldiretti sui dati Istat (esportazioni a quota 41 miliardi nel 2017, record storico e +7% rispetto all’anno precedente) è chiaro che l’obiettivo è a portata di mano.
 
Merito, bisogna dirlo, di un lavoro di squadra a livello istituzionale che ha dato ottimi frutti, nonostante la precarietà dei governi italiani degli ultimi anni. Ed è anche merito della capacità delle nostre piccole e medie imprese di guardare fuori dai confini nazionali per cogliere al meglio le opportunità dei mercati esteri. 
 
Tutto ciò conferma la centralità del made in Italy agroalimentare per la ripresa economica e occupazionale del nostro Paese. Per questo, è arrivato il momento di fare un passo in più con la creazione di un ministero dell’Agroalimentare. La proposta era già stata avanzata dal governo Renzi nel 2016, ma poi non si è passati dalle parole ai fatti. 
 
A rilanciarla ci ha pensato direttamente il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina sull’Huffington Post: “Far nascere un ministero dell’Alimentazione significa prima di tutto dare la massima centralità pubblica a un tema decisivo anche per noi come quello della nostra sicurezza alimentare. Significa riconoscere il cibo come leva formidabile di protagonismo dei nostri territori e della comunità, delle nostre aziende, del nostro saper fare enogastronomico, nel Paese leader delle qualità agroalimentari. È una sfida culturale e sociale prima ancora che economica e produttiva”.
 
L’idea è quella di un ministero “che abbia competenze, capacità, organizzazione e risorse per tutelare e promuovere unitariamente al massimo il Made in Italy, aumentare ancora la forza dei controlli, rispondere alle esigenze delle aziende, dagli agricoltori ai trasformatori fino ai cittadini consumatori”.
 
Nonostante gli ottimi risultati raggiunti finora, è vero che in molti comparti del settore food i riferimenti sono ancora troppo frammentati e manca una più efficace tutela nei confronti dell’agropirateria internazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro. 
 
Nella prossima legislatura, citiamo ancora il ministro Martina, “ci sono tutte le condizioni perché l'Italia abbia un vero e proprio ministero dell'Alimentazione”. Dobbiamo e possiamo fare ancora meglio per valorizzare il patrimonio agroalimentare italiano nel mondo, con benefici per la nostra economia. Chiunque vada al governo a marzo, non perda questa occasione.

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